DOPO UNA GUERRA durata mesi nel nome di Ilaria, adesso Zuccarello propone la pace a Lucca. Stefano Mai sveste i panni del condottiero che aveva lanciato l'offensiva alla città toscana e indossa quelli del mediatore, dell'ambasciatore inviato a trattare un accordo dignitoso e conveniente per tutti. Così il primo cittadino zuccarellese depone le armi e impugna la penna, rinuncia a riportare il monumento funebre della più nota delle sue concittadine a Zuccarello, ma pretende che a Ilaria del Carretto siano tributati i giusti onore, nella patria d'adozione come in quella d'origine, e che l'antico marchesato e quella che fu una splendida signoria stringano una sorta di alleanza. La richiesta di avere a Zuccarello la statua scolpita sei secoli fa da Jacopo della Quercia è stata respinta non solo dall'amministrazione lucchese, ma anche dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, e la cosa non ha entusiasmato gli zuccarellesi, che però rilanciano. «Visto che non possiamo avere la statua originale - propone Mai -, ci venga dato un suo calco per esporlo con il dovuto risalto e rispetto, e la possibilità di essere ammirato dal pubblico, qui da noi a Zuccarello ove la giovinetta nacque e trascorse la sua infanzia». In cambio Mai si offre di partecipare alla valorizzazione della statua lucchese. «Saremmo felici di avere la possibilità di contribuire all'adeguamento della sacrestia nella quale è posizionato il monumento, in pieno accordo con la direzione del Museo della cattedrale, in modo tale che siano chiare le origini di Ilaria, legate a Zuccarello - spiega il primo cittadino - e ovviamente di poter rivolgere un invito ai visitatori della statua in Lucca affinché vengano ad ammirare la sua nativa Zuccarello, che si impegna ad organizzare un percorso storico nel nostro borgo medievale che ricordi Ilaria». L. R.