Celebrazioni L'Uefa vuole il Colosseo, il sindaco contrario: «Domani la soluzione» Potrebbe essere Colle Oppio il luogo che ospiterà le celebrazioni per la festa della Champions League, la cui finale si disputerà allo stadio Olimpico il 27 maggio. Una soluzione che metterebbe d'accordo Uefa - perchè comunque si salvaguarderebbe la visuale sul Colosseo - ma anche Comune di Roma e ministero per i Beni culturali. Ieri il sindaco Alemanno aveva dichiarato di non aver mai autorizzato l'allestimento, per i festeggiamenti, di campi di calcio tra il Colosseo e l'Arco di Costantino, ed era spuntata invece l'ipotesi del Circo Massimo. Una possibilità che non è piaciuta al presidente Uefa Michel Platini, che ieri, in un'intervista a Repubblica, ha respinto l'idea dicendo che «è da otto mesi che ci lavoriamo, in pieno accordo con il Comune di Roma. Sono loro che ce l'hanno detto». Pronta la replica del primo cittadino della Capitale: «Stiamo cercando di risolvere la questione. Dobbiamo avere un confronto con il ministero dei Beni culturali e l'Uefa e dopodomani (oggi, ndr) troveremo una soluzione». La soluzione potrebbe essere Colle Oppio, dove sorge la Domus Aurea e dove un tempo, in un campetto di calcio, si svolgeva il torneo di calcio degli immigrati. «Stiamo valutando un'alternativa che garantirà ai promotori del Festival Champions League il richiamo dell'immagine del Colosseo, che è la vera e sostanziale esigenza posta dalla Uefa e dal suo presidente», ha fatto sapere il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro che ha aggiunto: «In un clima di assoluta collaborazione fra le soprintendenze statali e gli uffici del Comune stiamo lavorando per garantire al Festival la necessaria visibilità». Ma se da un lato si cerca di evitare le polemiche, il centrosinistra parte all'attacco. «È un altro colpo alla credibilità di Roma come sede di eventi sportivi internazionali - commenta il segretario del Pd del Lazio Roberto Morassut - Alemanno deve spiegare come stanno le cose sul villaggio Champions al Colosseo. Delle due l'una: o il Comune ha promesso cose che non poteva fare, tenendole nascoste, e ora, come accade ormai regolarmente, fa marcia indietro di fronte alle reazioni della cultura e fa fare a Roma e all'Italia una brutta figura, oppure ha sottovalutato l'enormità della vicenda gestendola in modo confuso e inadeguato». Critica ripresa anche dall'assessore provinciale allo Sport Patrizia Prestipino che ritiene quanto accaduto «una perdita di credibilità agli occhi di tutti e che ci inimica i vertici dello sport mondiale. Una figuraccia a livello internazionale. Il sindaco ormai ci ha abituati a questi repentini ripensamenti e in più occasioni ha smentito i suoi stessi collaboratori, come per lo spostamento degli Internazionali di Tennis a Tor di Quinto o su un improbabile utilizzo dell'impianto di Tor Vergata, fantomatica sede ideale per le più disparate discipline sportive».
ROMA - Festa Champions, spunta l'ipotesi Colle Oppio
La festa della Champions League si svolgerà allo stadio Olimpico il 27 maggio. L'Uefa ha chiesto di utilizzare Colle Oppio come luogo per le celebrazioni, ma il sindaco di Roma, Alemanno, è contrario. Il ministero per i Beni culturali e l'Uefa hanno confermato l'accordo, ma il Comune di Roma è stato contrario. Il sindaco ha dichiarato di non aver mai autorizzato l'allestimento di campi di calcio tra il Colosseo e l'Arco di Costantino. La soluzione potrebbe essere Colle Oppio, dove sorge la Domus Aurea. Il ministero per i Beni culturali e l'Uefa hanno confermato la collaborazione per garantire la visibilità del Festival.
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