ALIENAZIONI. Il sottosegretario ai Beni culturali al deputato Fogliardi: «Nessun via libera dalla soprintendenza» «Il Comune non ha spiegato come potrà garantirne la conservazione e la fruizione pubblica» «Sul destino di Palazzo Forti, l'unico dato rassicurante è l'incompetenza dell'amministrazione comunale». Il deputato del Partito democratico, Giampaolo Fogliardi, riassume così la risposta arrivatagli dal governo a una sua interrogazione al ministro Sandro Bondi sulla vendita dei palazzi storici - Forti, Gobetti, Pompei e l'ex convento San Domenico adibito a sede della polizia municipale - annunciata dal Comune un anno fa. In pratica, l'alienazione dei palazzi non è stata ancora autorizzata poiché, dicono al ministero, il Comune deve ancora completare la documentazione. Al parlamentare veronese, il sottosegretario per i Beni e le attività culturali Francesco Maria Giro, sottolinea «il perdurare di alcune carenze istruttorie nell'istanza del Comune, non sanate dalle integrazioni fornite dall'amministrazione comunale con due comunicazioni datate 16 maggio e 30 giugno 2008». In particolare per quanto riguarda Palazzo Forti, sede della Galleria d'arte moderna e contemporanea, il sottosegretario fa sapere che la Soprintendenza ha evidenziato che l'istanza di Palazzo Barbieri «omette o indica in modo insufficiente il programma delle misure necessarie ad assicurare la conservazione del bene, gli obiettivi di valorizzazione che si intendono perseguire con l'alienazione, le modalità e i tempi previsti per il loro conseguimento nonché le modalità di fruizione pubblica del bene, anche in rapporto con la situazione conseguente alle precedenti destinazioni d'uso». Inoltre, l'esponente del governo fa presente che «a fronte delle richieste di integrazione formulate al Comune di Verona, ad oggi non è stata rilasciata alcuna autorizzazione ad alienare l'immobile di palazzo Forti», poiché c'è la «necessità di acquisire ulteriori elementi tali da rendere la richiesta di autorizzazione conforme alle prescrizioni». Per Fogliardi, tuttavia, la risposta del ministero «non è soddisfacente». E spiega: «Il sottosegretario ricorda fatti conosciuti senza sbilanciarsi, mentre questo progetto è dannoso per la città e manifesta il degrado delle politiche culturali di questa Amministrazione. Riguardo a Palazzo Forti», ironizza Fogliardi, «l'unica rassicurazione viene dall'incompetenza del Comune che per fortuna si mette i bastoni fra le ruote da solo poiché anche dal ministero ricordano "il perdurare di alcune carenze istruttorie nell'istanza del Comune"». «Mi sarei però aspettato», continua Fogliardi, «una difesa più decisa del patrimonio culturale veronese, che è anche un bene nazionale, invece per ora l'unica garanzia», ripete, «è l'incompetenza del Comune nel portare avanti la pratica di alienazione». Quanto agli altri palazzi storici, il sottosegretario ha fatto sapere che dovranno essere autorizzati cambi di destinazione d'uso anche parziali e che dovranno essere conservati tutti gli elementi di interesse storico, artistico e architettonico. «Bisogna capire cosa si intende per parziali destinazioni d'uso», mette in guardia il deputato, « per cui sarà bene vigilare sulle reali intenzioni di chi metterà mano ai palazzi». E conclude: «In Aula ho ricordato le tante azioni partite da Verona per far sapere che ci sono molti veronesi che hanno a cuore la loro città».