È in programma oggi, infatti, l'udienza sul ricorso presentato dal Comune di Napoli dopo la bocciatura da parte del Tar del piano di riqualificazione dell'area. Lo scorso 10 marzo il Consiglio di Stato aveva accolto la richiesta di sospensiva presentata dall'avvocato Riccardo Marone consentendo il prosieguo delle attività di trasformazione dell'area occidentale, ma ogni valutazione nel merito è stata rinviata a oggi. Non si esclude che alla fine possa arrivare il via libera sulla parte del piano che riguarda i cantieri a terra, quelli cioè di competenza della Bagnolifutura. Per gli interventi a mare - ovvero la rimozione della colmata e la costruzione del porto canale, rispettivamente di competenza del commissariato alle Bonifiche e dell'Autorità portuale - potrebbe invece esserci qualche problema. Ma perché questa battaglia giudiziaria? Tutto è partito dal ricorso - accolto dal Tar - presentato da Ciro Orefice (difeso dall'avvocato Antonio Palma) contro il Comune, la Regione e il ministero per i Beni e le Attività culturali. Annullate, dunque, le due delibere (la 240 del 2003 e la 40 del 2005) che definiscono gli ambiti di intervento urbanistico. Il ricorso poggia le basi sul giudizio sostanzialmente negativo che la Soprintendenza ai beni paesaggistici ha dato sul piano Bagnoli e in particolare sulla costruzione del porto canale che, secondo la stessa Soprintendenza, impedirebbe il ripristino della linea di costa. In questo senso il Tar non ha dubbi: «Non spetta alla Soprintendenza formulare ipotesi alternative in termini di pianificazione; spetta per contro alla Soprintendenza, in quanto autorità preposta alla tutela del vincolo, di sindacare se le scelte operate dal Comune siano compatibili con il regime dei beni vincolati». ger.aus.
CAMPANIA - Il destino di Bagnoli nelle mani dei giudici del Consiglio di Stato.
Oggi si svolge l'udienza sul ricorso del Comune di Napoli contro il Tar che aveva accolto la richiesta di sospensiva per il piano di riqualificazione dell'area Bagnoli. Il Consiglio di Stato aveva accolto la richiesta di sospensiva lo scorso 10 marzo, consentendo il prosieguo delle attività di trasformazione. Tuttavia, ogni valutazione nel merito è stata rinviata a oggi. Il piano di riqualificazione prevede la rimozione della colmata e la costruzione del porto canale, ma la Soprintendenza ai beni paesaggistici ha espresso un giudizio sostanzialmente negativo sulla costruzione del porto canale, affermando che impedirebbe il ripristino della linea di costa.
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