Il presidente sconfessa il neodirettore Mariani: "Ha espresso una sua opinione, demagogica" Le aule sono degradate e superaffollate, la caserma Mascheroni è invece perfetta. I tempi? Tre, quattro anni Presidente Mazzotta, tra lei e Mariani uno dei due sta bluffando. «Non io. Il trasloco si farà». Allora è Mariani che dice le bugie? «Ha espresso una sua opinione, demagogica. Sa benissimo, lo sanno tutti, che lAccademia da Brera deve spostarsi. ha bisogno di una sede nuova. La situazione attuale è di assoluta deficienza. Non solo sotto il profilo degli spazi, insufficienti, ma anche dal punto di vista delle norme di sicurezza. Basta fare un giro tra le aule, degradate e superaffollate, per rendersene conto». Ma tra voi due, chi decide? «Decido io, consultando professori e studenti. Mariani, come direttore, è responsabile della didattica». Vogliamo riassumere le puntate precedenti di questa desolante vicenda? «Nel 2005 è stato firmato laccordo tra il Ministero dei Beni Culturali e lAccademia per il trasferimento di questultima. Tra i firmatari, forse qualcuno finge di dimenticarlo, cera anche lallora direttore dellAccademia De Filippi. Nel 2007, quando vengo eletto presidente, rinnovo quellaccordo e comincio a lavorare, con lallora sottosegretario ai beni culturali Dalla Chiesa, perché il trasferimento si realizzi, cercando una nuova sede». Che cosa prevede laccordo? «LAccademia, che oggi occupa nel palazzo di Brera 5000 metri quadrati, ne conserverà 2000 nella vecchia sede, compresa lattigua chiesa di San Corpoforo, mentre 3000 li libererà in favore della Pinacoteca, che finalmente potrà ampliarsi realizzando così il sogno della Grande Brera». Un sogno vecchio di decenni, coltivato già negli anni Settanta dal soprintendente Franco Russoli, diventato un incubo per tutti i suoi successori. E sempre per lostilità, al limite del boicottaggio, dellAccademia. «In passato non si crearono le condizioni giuste per il trasferimento, che oggi ci sono». Diceva così, pochi anni fa, anche il suo predecessore Stefano Zecchi, quando presentò un progetto di trasferimento dellAccademia alla Bovisa. Sulla carta, tutto perfetto: una sede nuova di zecca, moderna e funzionale, nel cuore del nuovo polo universitario e culturale, accanto alla Triennale e al Politecnico. E però, non se nè fatto niente. «Perché la costruzione di una sede nuova si rivelò economicamente proibitiva. Loperazione Caserma Mascheroni, invece, avrà un costo accessibile». Ma il direttore Mariani sostiene che non è adatta. «Al contrario, è perfetta. Sia per il tipo di spazi, meravigliosi, come hanno potuto verificare gli studenti che ho accompagnato in visita alla caserma, sia per lampiezza. Le grandi sale sono ideali per le lezioni dellAccademia. E gli spazi sono più vasti dello stretto necessario: 7000 metri quadrati, ciò che consentirà allAccademia un ulteriore ampliamento. E lo stato di conservazione delledificio è ottimo, per cui i lavori di adeguamento non saranno troppo complessi né troppo costosi». A che punto è il percorso? «Restano da risolvere alcuni dettagli burocratici. Lesercito ha trovato nuovi locali dove trasferire gli archivi della caserma e sta cercando i mezzi per finanziare il trasloco». Quindi? «Procederemo ai lavori di adeguamento e lAccademia potrà trasferirsi». I soldi li avete? «Li stiamo cercando e li troveremo». A quando il trasloco? «Tre, quattro anni. Non è unoperazione semplice, ma si farà. Prima del 2015. Chi si ostina a ostacolarci dovrà rendersi conto che lAccademia è sotto sfratto esecutivo. Può cercare di ritardarlo, ma non potrà impedirlo».