Il David di Donatello è in partenza per Milano per essere esposto alla Campionaria. Desidero esprimere il più fermo dissenso per la prassi, attualmente dilagante, e a quanto pare sponsorizzata dai Soprintendenti, di far circolare per il mondo opere artistiche uniche e di inestimabile valore. Non tranquillizza minimamente la «tripla cassa di sicurezza coibentata», la quale evidentemente nulla può di fronte a sinistri autostradali quali tamponamenti fra tir tutt'altro che infrequenti -, salti di corsia o di viadotto. Tanto meno la «stratosferica» assicurazione di 100 milioni, che non restituirebbe mai l'opera perduta. Senza dire che proprio questo contratto rivela che il rischio dell'incidente è espressamente considerato ed accettato, il che, nel linguaggio dei penalisti, equivale a dolo eventuale per il caso di un disgraziato evento. E non mi soffermo su ciò che ne conseguirebbe: chi ne risponde? A chi e per cosa il risarcimento dovrebbe spettare? Sono questioni da incubo. Comprendo che agli organizzatori di eventi di questo tipo piace dichiarare che è l'originale quello esibito ai visitatori; anche se nessuno sia in grado di riconoscere la mano dell'artista (v'è una splendida copia del David nel Bargello stesso, che rivaleggia quanto a magnificenza, con l'autentico). Ma è giusto correre un rischio, quale che ne sia la dimensione, per compiacere l'interesse degli espositori? Se l'intento non è solo commerciale, ma vuole anche sollecitare il pubblico ad avvicinarsi al mondo della cultura, non bastano copie di perfetta esecuzione, che siano di invito, per chi davvero vuole avvicinarsi all'originale, a recarsi là dove da sempre è custodito? Non è anche questa una forma di utilizzo commerciale dell'arte, che con l'amore della cultura nulla ha a che fare? Ex procuratore capo di Firenze
FIRENZE - Troppi rischi era meglio dare la copia
Il David di Donatello è in partenza per Milano per essere esposto alla Campionaria. L'autore esprime forte dissenso per la prassi di far circolare opere artistiche uniche e di valore inestimabile. Secondo lui, il rischio di incidenti è espressamente considerato e accettato, il che equivale a dolo eventuale. L'autore chiede chi ne risponde e per cosa il risarcimento dovrebbe spettare. Egli sostiene che l'intento di esporre il David non è solo commerciale, ma anche di sollecitare il pubblico ad avvicinarsi al mondo della cultura. Tuttavia, sostiene che copie perfettamente eseguite non sono sufficienti per raggiungere questo obiettivo.
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