Sembra un bambino vulnerabile, preso così per il busto e sollevato di peso. Eppure, assicurano gli esperti, è meno fragile di quel che sembra. Il David di Donatello conservato al Museo del Bargello e restaurato di recente, è stato «impacchettato» ieri dai tecnici di Arterìa, ditta che si occupa di imballaggi e trasporti d'arte, per partire alla volta di Milano, dove sarà esposto dal 7 al 10 maggio alla «Campionaria delle qualità italiane», negli spazi di Fieramilanocity. La scultura, assicurata per 100 milioni di euro, lascerà Firenze domattina e rimarrà esposta a Milano anche dopo la fine della fiera, fino al 31 del mese in corso. «Avrà uno spazio tutto per sé - assicura la soprintendente Cristina Acidini, presente alle operazioni di imballaggio - verrà ospitata in una stanzetta blindata». Ad assistere ai lavori anche l'architetto del Bargello Maria Cristina Valenti e la restauratrice Ludovica Niccolai. Grande assente, la direttrice del museo, Beatrice Paolozzi Strozzi. Una partenza questa, che ha fatto storcere il naso a molti. Dagli studiosi, ai critici, fino ai semplici appassionati. Un po' perché il bronzo è stato appena restaurato e, per prepararlo al viaggio verso Milano, è stata interrotta la mostra che lo vedeva protagonista (esposizione che sarebbe dovuta andare avanti fino al 23 novembre). E un po' perché la presenza del David alla fiera campionaria è sembrata una comparsata a fini commerciali che mal si addice a un'opera d'arte. Dal canto suo il ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi, sembra essere molto soddisfatto e auspica che la parentesi del David, che ha definito «un simbolo di fiducia e umiltà », possa servire a «creare un legame sempre più forte tra economia e cultura». Ma era davvero necessario questo viaggio, il primo nella storia del capolavoro? «Tutto è necessario e niente è necessario - ha detto senza sbilanciarsi più di tanto Cristina Acidini È stata una scelta. Di sicuro è un avvenimento eccezionale, perché non ci sono stati altri episodi di prestito di questa opera». Emozionante l'imballaggio, durato più di due ore. Per muovere la scultura dal basamento in marmo, gli addetti ai lavori hanno realizzato un'impalcatura su misura, e si sono mossi su e giù dai tubi innocenti con maestria e delicatezza. Un laccio legato intorno al busto e un altro per tenerlo da parte a parte. «Quello legato al busto - ha spiegato Acidini - serve a reggerlo mentre l'altro fa in modo che il peso non venga scaricato sulle braccia. Sono vecchi espedienti riadattati secondo tecniche moderne. In passato venivano utilizzate delle corde, oggi materiali più particolari e resistenti, studiati per reggere anche molto peso ». Una volta tolto dal basamento, il David è stato fatto scivolare all'interno di un involucro in legno e poi trasportato in ascensore al piano terra, dove lo aspettava la cassa realizzata su misura per il trasporto. Per un'opera che parte, ce ne dovrebbe essere un'altra in arrivo. Ma non subito. Il discusso Cristo ligneo attribuito a Michelangelo che avrà la sua definitiva collocazione proprio al Bargello, non sarà esposto prima della metà di luglio. Di ritorno in città da Milano, la piccola scultura in legno, partirà sabato alla volta di Napoli, dove da lunedì al 12 luglio sarà protagonista di una mostra al Museo Diocesano.
FIRENZE - Il trasloco show E Donatello se ne va a Milano
Il David di Donatello è stato imballato e trasportato a Milano per partecipare alla Campionaria delle qualità italiane. La scultura, assicurata per 100 milioni di euro, sarà esposta dal 7 al 10 maggio e poi fino al 31 maggio. Il bronzo è stato restaurato e la mostra che lo vedeva protagonista è stata interrotta per prepararlo al viaggio. La presenza del David alla fiera è stata criticata da alcuni studiosi e critici, ma il ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi è stato soddisfatto e auspica che la parentesi possa servire a creare un legame tra economia e cultura.
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