Fermi tutti, aspettando di poter avere dal comune la documentazione completa dei lavori attorno alla Fortezza da Basso. La soprintendente reggente, Paola Grifoni, ieri mattina ha firmato la richiesta di sospensione dei lavori attorno al bastione mediceo. Una richiesta che è arrivata sul tavolo del responsabile del procedimento della finanza di progetto «Firenze Mobilità», l'architetto Gaetano Di Benedetto. Mossa dettata dalla necessità di verificare «la rispondenza del progetto esecutivo con quanto edificato» e «l'impatto del parcheggio rispetto alle mura medicee». «Sono stata avvertita da alcuni cittadini spiega la soprintendente che i lavori stavano proseguendo. Pensavo sinceramente, dopo i fatti di questi giorni, che fosse presa una pausa di riflessione, almeno per verificare le obiezioni sollevate da stampa e cittadini». Invece, le ruspe continuavano a lavorare, come se nulla fosse. Lavori, per la verità, che sono proseguiti anche nel pomeriggio, nonostante la richiesta. Quanto durerà la sospensione, difficile sanarlo, anche se si ipotizza solo alcune settimane: «Appena avremo i documenti valuteremo». Già, i documenti che mancano. Difficile capire come mai nessuno si era accorto, prima della bufera, di questa «mancanza». La soprintendente, per la verità, già il 16 aprile aveva fatto richiesta, a voce, di alcuni documenti, arrivati poi giovedì scorso. Ma anche in questo caso non erano completi, come si legge nella lettera inviata all'architetto Di Benedetto, sabato scorso: «la documentazione trasmessa risulta in parte mancante (grafici e slides) e in parte incompleta». Poi, l'inevitabile richiesta di sospensione. Provvedimento che suona come una posizione di attacco verso l'amministrazione comunale, ma Paola Grifoni spiega che «è stato necessario. Una decisione inevitabile quando ci sono cose non chiare». Non chiare perché la soprintendenza non ha mai avuto grafici e progetti che possono dare l'esatta visione di quello che sarà realizzato. «Al momento è un po' tutto sulla parola e credo che sia corretto partire da qualcosa di oggettivo per esaminare tutto». Ma come mai solo ora ci si è accorti che non esisteva negli uffici di piazza Pitti un progetto dei lavori, allarga le braccia: «Sono qui solo dal 5 aprile e non so dire, non mi ero mai ritrovata in questa situazione. Gli atti in nostro possesso sono scarni e certi particolari li ho saputi per caso. Non mi era mai successo perché ho lavorato sempre con amministrazioni con cui avevo instaurato una certa collaborazione». Come, dire, bisognerebbe chiedere a chi c'era prima. Domenico Valentino, chiamato in causa, ha specificalo che era appena arrivato alla soprintendenza. «Ho firmalo dice l'approvazione del parcheggio alla Fortezza dopo che l'architetto vicario (a lungo di Valentino stesso e di Mario Lolli Ghetti, ndr) Paolo Mazzoni, in cui avevo piena fiducia, aveva visionato le carte e fatto le proprie osservazioni. C'era la sua sigla sui fogli e per me era sufficiente. Mi sono sempre fidato di lui che ha un'esperienza di 30 di lavoro». Affermazione necessaria perché Valentino è stato indicato dal soprintendete regionale, Lolli Ghetti, come colui che approvò il progetto definitivo. «Non so se il progetto che ho visionato durante la conferenza dei servizi del 2 aprile 2002 fosse lo stesso esaminato da Lolli Ghetti il 23 novembre 2001. Ero arrivato, infatti, alla soprintendenza il 18 marzo 2002, appena 15 giorni prima conferma Valentino, telefonicamente . Prima della riunione il progetto era stato già esaminato dal mio predecessore Lolli Ghetti e da Mazzoni. Io ho solo firmato il verbale della conferenza dopo che quest'ultimo aveva visionato le carte e fallo le proprie osservazioni». A proposito del parere espresso il 21 novembre 2001 da Lolli Ghetti sul progetto preliminare Valentino sostiene come «nella nota non vi siano riferimenti alla eventuale volumetria eccedente, né alle eventuali condizioni di conservazione delle quote del terreno preesistenti al momento dell'inizio dei lavori. Le volumetrie emergenti sono evidenti nei grafici in possesso dell'ufficio e questo significa che questa possibilità fosse accettata o sfuggita». Intanto, domani, sarà fatto un ulteriore sopralluogo.
Caso Fortezza. La soprintendenza ferma le ruspe
La soprintendente reggente Paola Grifoni ha firmato una richiesta di sospensione dei lavori attorno alla Fortezza da Basso a causa della mancanza di documentazione completa. La richiesta è stata inviata all'architetto Gaetano Di Benedetto, responsabile del procedimento della finanza di progetto Firenze Mobilità. La sospensione è stata richiesta per verificare la rispondenza del progetto esecutivo con quanto edificato e l'impatto del parcheggio rispetto alle mura medicee. I lavori erano in corso, nonostante la richiesta, e la soprintendente ha affermato di non aver avuto informazioni sulla mancanza di documentazione.
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