Controcanto Tremendi questi ultimi giorni: una raffica di notizie folgoranti. Mercoledì scorso Gastone Mariani, neodirettore dellAccademia di Brera, ha detto che da dovè adesso, nello storico palazzo, non si muoverà finché non si troveranno spazi adatti per una nuova sede, non quelli della caserma di via Mascheroni. Il progetto di allargare la Pinacoteca, strettissima nei suoi spazi attuali e con i magazzini pieni di opere, è tornato al capolinea. Il governo Prodi nel gennaio del 2008 aveva messo fine a questa telenovela che dura dal 1972 decidendo il trasferimento dellaccademia proprio negli spazi di via Mascheroni, chiudendo unincredibile storia tra progetti dillustri architetti e sperpero di denaro pubblico a milioni. La fine del regno del precedente direttore, noto per aver pensato a 850 corsi dinsegnamento, 400 docenti per 2.600 allievi, non è coincisa con la parola "fine" di una vicenda che suona indecorosa per una delle pinacoteche più note al mondo. Giovedì altra lieta novella: per la linea 4 della metropolitana non ci sono più soldi, e comunque la Corte dei Conti vuol vederci chiaro in questo bilancio di una giunta che sta dilapidando un patrimonio messo insieme da generazioni di milanesi. Come se non bastasse, lacqua ha invaso i binari della Metropolitana. Elio Catania, presidente di Atm, se la prende con il Comune proprietario della società che per bocca del vicesindaco De Corato, un uomo che non ama essere distratto dalla caccia allimmigrato, se la prende con lassessore alle risorse idrauliche della Provincia vigilia elettorale che se la prende col dio pluvio. Calamità. Eccoci a maggio, che ci porta le ultime follie dellurbanistica e dellExpo: costruire sugli scali ferroviari e altro ancora. Con lo scalo Farini e lo scalo Romana le Ferrovie voglion far cassa e lo sapevamo: i contribuenti milanesi pensavano di aver già dato ripianando per decenni i buchi di bilancio delle Fs. Evidentemente non basta. Il silenzio di Ferrovie Nord ci preoccupava: si sono prontamente riprese. Il loro progetto di coprire lo scalo è vecchio di almeno trentanni, ma il pudore dei passati amministratori comunali ci aveva evitato il peggio. Il senso del pudore evidentemente è cambiato. Ma dei milanesi chi se ne frega: inutile interpellarli sul destino degli immobili del post Expo. Li si vuole stupire: niente cittadella della giustizia, via da dovè lOrtomercato, così si liberano nuove aree edificabili a ridosso di Santa Giulia, che non avrà più il Centro Congressi fortemente voluto da Fiera Milano sulle sue aree del Portello. Nellarea dellExpo invece, oltre allOrtomercato, ci mettiamo la Città del Gusto, allinsegna del buon bere e del ben mangiare, ossequienti al precetto cristiano del "dar da bere agli assetati e mangiare agli affamati". Tra qualche anno gli psichiatri scopriranno tra i disturbi della psiche anche la sindrome da Expo. Noi la subiamo.
MILANO - Ultime follie dai fronti dellurbanistica e dellExpo
Il direttore dellAccademia di Brera, Gastone Mariani, ha detto che la Pinacoteca non si muoverà finché non si trovano spazi adatti per una nuova sede. Il progetto di allargare la Pinacoteca è stato messo in discussione dopo che il governo Prodi aveva deciso di trasferire lAccademia negli spazi di via Mascheroni. La fine del regno del precedente direttore dellAccademia è stata coincisa con la fine del progetto. Altre notizie negative includono la mancanza di fondi per la linea 4 della metropolitana, linvaso dellacqua nei binari della Metropolitana e il progetto di costruire sugli scali ferroviari.
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