Inchiesta sui maxi-lavori del Salaria Village. "Coinvolte tre amministrazioni" Marco Corsini titolare dellUrbanistica Piscine e 41 stanze in aree vietate Accelera linchiesta della Procura sullampliamento del Salaria Sport Village di Settebagni, uno dei circoli privati destinati ad ospitare i Mondiali di Nuoto, finito nel mirino di piazzale Clodio dopo un esposto di Italia Nostra. Ieri il pm Sergio Colaiocco, dopo aver ordinato il sequestro di una serie di documenti presso il comitato organizzatore e gli uffici del commissario delegato, ha ascoltato per oltre due ore lassessore allUrbanistica Marco Corsini come persona informata sui fatti. Obbiettivo dellaudizione: accertare lesistenza o meno dellintesa tra il Comune e il commissario Claudio Rinaldi, che gestisce gli appalti per i Mondiali 2009, indispensabile per costruire piscine e servizi annessi in deroga al piano regolatore. In base alla normativa, infatti, il documento urbanistico di Roma può essere modificato solo daccordo con il Campidoglio. Il Salaria Sport Village, infatti, sorge su unarea (vincolata) dellAgro romano a rischio esondazione e, una volta completato il restyling, lieviterà a oltre 160mila metri cubi grazie allaggiunta di due vasche olimpioniche da 25 e 50 metri, palestre, uffici, una sala da 380 metri quadri, una foresteria con 41 camere, un ristorante e una Club House gigantesca per un investimento complessivo di 38 milioni. Il tutto proprio nellalveo di sversamento del Tevere e «senza versare nemmeno un euro di oneri concessori per le necessarie infrastrutture di cui avrebbero bisogno i quartieri di Castel Giubileo e Settebagni», ha subito denunciato il Pd del IV municipio. Al momento il reato ipotizzato è abuso edilizio. Il problema è, però, che lUprom (Ufficio progetti metropolitani) che sotto la precedente giunta era di competenza dellUrbanistica, con lattuale è transitata ai Lavori Pubblici, dunque nella sfera dellassessore Fabrizio Ghera. Pertanto Corsini non ha potuto far altro che riservarsi di fornire una risposta più precisa in attesa di ricostruire lintero procedimento che - ha fatto notare ai pm - è passato al vaglio di tre diverse amministrazioni: Veltroni, commissario prefettizio, Alemanno. Ma un fatto è certo: lamministrazione di centrosinistra espresse «parere non favorevole allampliamento e al potenziamento degli impianti» e la Provincia rilevò la «non trasformabilità» dellarea agricola. Rinaldi tuttavia sostenne che i poteri del Commissario scavalcavano Comune e Provincia. E che valevano i pareri positivi raccolti: tra cui quello firmato il 31 marzo 2008 da Roberto Grappelli, allepoca segretario generale dellAutorità di bacino del Tevere, nominato qualche mese dopo dal sindaco Alemanno presidente della società Roma Metropolitane. Resta dunque da chiarire se la nuova giunta ha fatto lo stesso: se così fosse, il commissario Rinaldi - che opera con i poteri della protezione civile - non avrebbe potuto autorizzare la deroga al Prg e dunque lallargamento del Salaria Village. E ora i pm potrebbero sentire Rinaldi e lo stesso Ghera.