Nel corso dei lavori sono emersi i resti del primo impianto del gas: "importanti strutture d'interesse storico", si legge. Leggiamo inoltre che si è tenuta una riunione operativa tra la direzione dei lavori, la committenza (Polis spa) e l'archeologo della Sovrintendenza per i beni archeologici della Toscana per definire, tra le altre cose, "eventuali modifiche da apportare al progetto". Ricordiamo che durante il consiglio aperto della circoscrizione il sindaco, ma anche il presidente della Gesam spa, si erano dichiarati disponibili a convocare un tavolo di confronto per esaminare possibili variazioni da apportare al progetto. Chiediamo quindi quando il sindaco ha intenzione di convocare il tavolo per chiarire le reali possibilità, e la effettiva volontà di modifica al progetto del cosiddetto "steccone". È stata protocollata un'interrogazione in cui, ribadito che lo scopo statutario di Polis spa nel settore immobiliare è quello di provvedere al "recupero, valorizzazione, riqualificazione ambientale, sviluppo integrato di aree e comparti nel comune di Lucca", si chiede a quanto ammonti, secondo la valutazione del sindaco, il valore del permesso di costruire che andrebbe volatilizzato in caso di mancata realizzazione dello steccone; con quali azioni e secondo quali tempi il Comune intenda realizzare tale utile da attività immobiliare; quale valenza di "recupero, valorizzazione, riqualificazione ambientale" del contesto urbano cittadino e più in particolare di quello del quartiere di San Concordio sia contenuta nell'intervento edilizio dello "steccone"; quali passaggi formali il sindaco intenda esperire affinché il consiglio comunale possa essere investito del potere di decidere se affidare o meno alla stessa Polis spa altri interventi immobiliari, a partire da quello dello "steccone" di S. Concordio.