Il sindaco ha già pronto un piano I partner istituzionali ci sono Adesso è caccia agli sponsor Cerea si candida a capitale della cultura della Bassa e si mette a caccia di finanziamenti per realizzare il suo progetto. Un'ambizione non da poco, con un costo stimato attorno ai 4 milioni di euro, quella contenuta in un piano scritto nero su bianco e appoggiato sulla scrivania del sindaco cereano e negli uffici di possibili partner istituzionali e finanziari a partire da Roma in su. Un progetto sul quale fino ad oggi c'era stato un riserbo pressoché assoluto. Ma, alcuni giorni fa in occasione di un concerto di musica classica all'Area Exp, il primo cittadino Paolo Marconcini ha sciolto il riserbo annunciando l'intenzione di fare di Cerea la capofila di una rete culturale riconosciuta anche istituzionalmente. A dare il via all'inatteso piano è stato l'incontro di due diverse necessità. La prima del Comune, che aveva intenzione di acquistare, ristrutturare e rivitalizzare il teatro (e cinema) Sociale di piazza Matteotti. Obbiettivo quanto mai difficile in tempi di bilanci magri. La seconda invece era contenuta in un progetto di Stefano Darra, dell'accademia Discanto, l'ente che ha organizzato i concerti primaverili ospitati a Cerea. Il progetto è già stato presentato a diversi enti ed istituzioni, tra i quali Regione, Provincia e un istituto di credito. Ma il contatto forse più importante avuto fino ad oggi è avvenuto a Roma, dove il sindaco nelle scorse settimane ha presentato il progetto alla società Arcus Spa che vede come azionisti i ministero dell'Economia e dei Beni culturali. Entro questo mese, poi, si attende la visita di alcuni funzionari della Arcus a Cerea, per valutare quanto la città possa offrire. Nel progetto infatti non si parla solo del teatro, comunque da rimettere a nuovo, ma anche dalla tanto discussa Area Exp che ben si presterebbe nonostante le continue magagne ad ospitare un ventaglio di iniziative notevole. Strutture che potrebbero accogliere concerti, corsi di musica ma anche attività sociali legate all'arte come percorsi di musicoterapia e di formazione. L'offerta poi si amplierebbe ulteriormente a eventi culturali, sociali e sportivi. Un piccolo assaggio forse lo avremo già l'anno prossimo quando la cittadina del mobile potrebbe ospitare la semifinale del torneo internazionale di musica, un evento che accenderebbe i riflettori su Cerea.