Il sindaco: "Nessun ok". La replica: "Siamo sbalorditi". Giro: ipotesi Circo Massimo «Non è mai esistita alcuna volontà del Comune di trasformare larea tra il Colosseo e lArco di Costantino in un campetto da calcio». Alemanno interviene sulla polemica scoppiata dopo la pubblicazione su Repubblica del progetto sul "Festival Champions Colosseum" previsto dal 23 al 27 maggio. E mentre il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro ribadisce che il parere definitivo spetta alle soprintendenze statali e annuncia che proporrà al "tavolo per Roma" di spostare la kermesse «al Circo Massimo, struttura già resa disponibile per altre manifestazioni pubbliche», il sindaco sottolinea: «I nostri uffici si sono limitati a raccogliere i pareri sul progetto presentato della Uefa in vista di una decisione conclusiva che in quellarea spetta più alle sovraintendenze statali che non agli uffici comunali». Ma la Uefa replica sbalordita: «Il Colosseo ci è stato offerto dal Comune di Roma», durante la riunione con il capo di gabinetto del Campidoglio del 24 ottobre 2008. La soprintendente ai Beni architettonici e al paesaggio, Federica Galloni, rivela di aver dato parere sfavorevole al progetto che il Campidoglio le ha spedito a fine marzo. «Congiuntamente con la Soprintendenza archeologica - spiega larchitetto - abbiamo imposto di togliere: le tribune, tutte le pubblicità e i bagni chimici, la sopraelevazione del campo davanti allArco di Costantino, e altro ancora. Ma ora lipotesi proposta da Giro è certamente la migliore». Lo spostamento al Circo Massimo era stato inutilmente proposto agli uffici comunali durante i due incontri informali con le soprintendenze, dellanno passato e dello scorso marzo. Critiche al Comune sono arrivate ieri dai Verdi, per voce di Angelo Bonelli: «Invece di presentare questi progetti commerciali, si cominci a discutere del progetto di pedonalizzazione dei Fori imperiali e del Colosseo». Oreste Rutigliano, del direttivo di Italia Nostra, invita tutte le parti a «rispettare il quadro condiviso che da più di 40 anni vige a Roma: rispetto dei Beni culturali, in particolare di quelli archeologici, che vanno vissuti nella loro integrale, straordinaria monumentalità».