Un calcio al pallone, e la Champions rotola via. Dal Colosseo al Circo Massimo, per mettere a tacere le polemiche scaturite tra gli archeologi di fronte al progetto «Uefa Champions Festival Colosseum», dal 23 al 27 maggio, per la finale della Coppa dei campioni: davanti all'arco di Costantino, dovevano esserci due campi in erba sintetica, bagni chimici, un megaschermo, diversi stand, un pubblico previsto di almeno 200 mila visitatori, la maggioranza dei quali tifosi (se non ultrà) delle squadre che arriveranno in finale (Barcellona o Chelsea, Arsenal o Manchester Utd). Il progetto circolava sui tavoli del ministero dei Beni culturali da settimane: dopo le polemiche, il sottosegretario Francesco Giro (era contrario anche al concerto di Gianna Nannini a Capodanno) ne ha decretato lo stop: «Non decido io - dice Giro - ma le soprintendenze. Però, organizzare una roba del genere sarebbe un paradosso... Ma come? Dopo la battaglia sull'area archeologica, dopo aver sancito l'emergenza nominando un commissario, facciamo un evento così, in una zona così fragile, con tifoserie accanite? E chi si assume la responsabilità di eventuali danneggiamenti dell'arco di Costantino o del Colosseo, visto che l'anno scorso a Mosca ci sono stati incidenti di varia natura? Io e il ministro Bondi no di certo...». E quindi? «Abbiamo individuato una nuova location: al Circo Massimo, dove sono già state fatte la festa dei mondiali, quelle per gli scudetti di Roma e Lazio, la Festa dell'Esercito, diverse manifestazioni politiche. È un'area altrettanto prestigiosa, ma molto più gestibile». Gli archeologici come la prenderanno? «Ho parlato questo pomeriggio (ieri, ndr) con Andrea Carandini, presidente del consiglio superiore dei Beni culturali: era possibilista, anche se aspetta di vedere le carte. Adesso ne parleremo anche col sovrintendente Angelo Bottini. Ho convocato un tavolo tecnico, entro la settimana ci sarà la decisione finale». Alemanno che ne pensa? «Ci ho parlato, anche nelle scorse settimane. E gli ho detto che questi eventi non portano nessun tipo di beneficio a Roma. Come immagine, vale di più la pulizia dei Fori, metterci delle indicazioni o i bagni chimici, quelli che definisco i 'wc Bertolaso'. Senza la Protezione civile, e se fosse restato l'ex sovrintendente La Regina, non li avremmo mai messi ». Alemanno ha commentato: «Da parte del Comune non c'è mai stata la volontà di trasformare il Colosseo in un campetto da calcio. Se il progetto è quello, saremmo contrari. I nostri uffici hanno solo raccolto dei pareri sul progetto della Uefa, in vista della decisione che spetta alle sovrintendenze». Non è d'accordo Angelo Bonelli, dei Verdi: «È grave che il Comune abbia condiviso questa bizzarra idea, mandando il progetto della Uefa alla sovrintendenza per l'approvazione. Nella giunta Alemanno, tra parchi della romanità, parchi del mare alla foce del Tevere, idroscalo, c'è una logica speculativa sui beni ambientali e culturali».