Stallo. Il calendario dei lavori è al giorno zero: in attesa delle «delucidazioni richieste al ministero per i Beni culturali», il Comune ha «sospeso» i progetti di restauro di cinque dei dieci monumenti affidati alla società Impredcost. Finché Roma non risponde, in sintesi, non partono le autorizzazioni per gl'interventi di recupero sulla statua a Vittorio Emanuele in piazza Duomo, sul Missori a cavallo, su Napoleone III nel Parco Sempione, sul monumento a Cavour e sulla fontana di San Francesco in piazza Sant'Angelo. La decisione è stata presa dall'assessore al Decoro urbano, Maurizio Cadeo, su proposta della stessa Impredcost. Ma l'accordo prevede già una svolta di sostanza: i poster sui ponteggi, se e quando i cantieri dovessero partire, saranno venduti sulla base di una gara bandita da Impredcost, controllata dal Comune e aperta a tutte le imprese del settore. Addio, dunque, alle procedure lampo. Di più, assicura Cadeo: «Saremo noi a valutare la stima pubblicitaria e a vigilare sugli inviti alle ditte». È l'ennesimo atto di un appalto controverso, annunciato dal Comune il 3 luglio 2008 e martellato dalle polemiche. Il sistema è semplice: i privati restituiscono l'arte alla città (a costo zero per i cittadini) e in cambio fanno affari con i teloni pubblicitari sui cantieri. Impredcost, grazie a una convenzione con il ministero («Progetto monumenti Italia») ha ricevuto una lista di dieci statue (poi modificata) da rimettere in sesto. Due interventi sono finiti (Musocco e Colonna di San Pietro Martire). Altri tre sono in corso: la statua a Garibaldi in Cairoli, Cesare Correnti e la fontana di Aldo Rossi in via Croce Rossa (non presente nella prima lista). Il restauro dei cinque monumenti mancanti è previsto nel 2010: Impredcost non ha ancora richiesto le autorizzazioni. Il documento che ha riaperto la vicenda è datato 3 aprile. È una lettera con cui il ministero risponde ai dubbi dell'Associazione grandi impianti pubblicitari riguardo alla convenzione «Progetto monumenti Italia». Si legge che la direzione dei Beni culturali, «al fine di procedere » alla «sospensione dell'efficacia della Convenzione», ha «chiesto alla Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di pronunciarsi in merito». Il Comune aspetta proprio la decisione dell'Autorità prima di «sbloccare » gli ultimi cinque monumenti. Mentre i tre cantieri già aperti proseguono sì i restauri, ma con una correzione: l'impresa dovrà aprire alcune finestre tra i ponteggi. Oblò con vista sui lavori, Cadeo? «È una questione di trasparenza e correttezza ». Non basta. L'elenco comunale dei «monumenti bisognosi di restauro» conta 14 opere non inserite in questo lotto: «L'idea annuncia l'assessore è di fare una gara comunale per tutte le statue». Una svolta. E un ritardo. Il restauro delle Mura spagnole e dell'Arco di Porta Romana avrebbe dovuto concludersi a maggio, da convenzione tra Palazzo Marino e Tmc Pubblicità. Problema: il Comune ha chiesto alla società di eseguire nuove opere per circa 300 mila euro (dalla copertura dello sterrato delle terme di piazza Medaglie d'Oro alla recinzione dell'area). Giovanni Mongini, procuratore di Tmc, avvisa Cadeo: «Niente lavori senza nulla in cambio». In sostanza, la società chiede la «proroga » fino a dicembre delle concessioni per i 46 mega-poster sulle strade e un mese in più per la pubblicità sull'Arco: «I lavori saranno finiti tra fine giugno e metà luglio». Oltre la scadenza della convenzione, dunque. Per questo Cadeo frena: «Serve una delibera di giunta, le autorizzazioni pubblicitarie non possono superare la durata dei lavori». Altro stallo.