Oggi il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, presenteranno l'esposizione del David di Donatello che si terrà alla Fiera di Milano (Portello, padiglione 6) dal 7 al 31 maggio. La scultura in bronzo, alta 158 centimetri, fu scolpita da Donatello prima del 1443 per Cosimo il Vecchio, finì nel palazzo mediceo di Michelozzo ed ora è al Museo del Bargello, dove è stata restaurata dal giugno 2007 al novembre 2008. Sarà esposta, con particolare cura, nella rassegna «La Fiera Campionaria Esposizione delle qualità italiane» (organizzata dalla Fondazione Symbola presieduta da Ermete Realacci e da Fiera Milano) dedicata all'innovazione nelle piccole e medie imprese, e sarà, ha dichiarato il ministro, «un modo per avvicinare la popolazione al nostro enorme patrimonio artistico». Visto il successo che stanno ottenendo le mostre con una singola opera (specie se di Caravaggio), il ragionamento che sta alla base anche di questa iniziativa è riassumibile nel motto «se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto», ovvero se il pubblico non va nei musei tradizionali sono le opere dei musei che vanno in cerca del pubblico, grazie al sostegno di una forte comunicazione. Le opere d'arte non sono nate nei e per i musei, sono spesso beni mobili e hanno avuto un valore di scambio e anche finalità di intrattenimento; dunque, a priori, non c'è nulla di teoricamente opinabile se viaggiano a fini illustrativi. Ma è chiaro che il possibile proliferare del disambientamento di opere famose pone un interrogativo, oltreché sulla custodia delle stesse, anche sul destino dei musei, che da luoghi di collezioni specifiche e di espressione d'identità locali o nazionali diventerebbero semplici luoghi di custodia. Anche tenuto presente che le mostre hanno spesso più appeal dei musei e sono frequentate da più di 7 milioni di visitatori all'anno. «Non è detto che i musei debbano essere un luogo perenne di visita afferma il critico Philippe Daverio ; i musei sono nati tra il Cinque e l'Ottocento e sono adatti a quel tipo di pubblico. Io credo che sia giusto che il David viaggi e che possa svolgere un'opera di sensibilizzazione, mentre non credo che esporlo in una fiera favorisca la conoscenza». Più critico l'ex sovrintendente Carlo Bertelli: «La tendenza del ministero è quella di esporre un'opera sola di grande pregio perché si è visto che si tratta di un'operazione che funziona. Ciò ha un vantaggio: si spostano meno opere. Naturalmente ha molti svantaggi: si crea una sorta di divismo intorno a un'opera, non si svolge azione educativa e non ci sono ricadute nei musei dove sono custodite opere dello stesso autore esposto. Credo che il Donatello in Fiera sia un po' fuori contesto». Il problema resta quello di stabilire dei criteri orientativi per evitare una precipitosa dissoluzione del ruolo storico dei musei e assistere a un girovagare sempre delle stesse opere intorno alle quali si è costruito il consenso. E a questo riguardo vale la pena chiedersi che fine abbia fatto la bozza preparata dalla cosiddetta Commissione prestiti istituita dal ministro Francesco Rutelli sul clamore delle polemiche per i nulla osta ai prestiti dell'Annunciazione di Leonardo a Tokio e del Cristo morto del Mantegna a Mantova. Per ora, la bozza non è ancora diventata strumento orientativo o normativo sia per chi si dovrà occupare della valorizzazione delle opere, come il direttore Mario Resca, sia per i singoli sovrintendenti o direttori di musei pubblici o privati che dovranno concedere i nulla osta ai prestiti. Ma la bozza, rimasta nei cassetti, elencava parametri apprezzabili. Intanto definisce «ordinaria l'attività di scambio tra musei», ma anche utile «la creazione di un pubblico elenco delle opere a rischio » e chiede di valutare in relazione al prestito «la qualità di una manifestazione espositiva» (qualità non solo scientifica) e «i benefici materiali che derivano all'istituto, al suo territorio e infine al Paese» dall'esposizione. Il tutto evidenziando la necessità sociale e collettiva delle mostre, ovvero «le irrinunciabili esigenze di conservazione finalizzate all'uso pubblico del patrimonio». Sarebbe dunque auspicabile che si riprendesse in mano la bozza delle «Linee guida per il rilascio delle autorizzazioni al prestito delle opere d'arte » lasciando poi al rapporto tra direttore della valorizzazione e sovraintendenti la valutazione dei singoli casi, magari creando un «pubblico elenco delle opere a rischio».
MILANO - David e le (poche) regole sui prestiti
Il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, presenteranno l'esposizione del David di Donatello alla Fiera di Milano dal 7 al 31 maggio. La scultura in bronzo, alta 158 centimetri, fu scolpita prima del 1443 per Cosimo il Vecchio e ora è al Museo del Bargello, dove è stata restaurata dal 2007 al 2008. L'esposizione sarà parte della rassegna La Fiera Campionaria, dedicata all'innovazione nelle piccole e medie imprese. Il ministro ha dichiarato che l'esposizione sarà un modo per avvicinare la popolazione al patrimonio artistico italiano.
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