La Società per il Palazzo Ducale diventa Onlus. Il riconoscimento giuridico rappresenta un momento importante, per le nuove opportunità che offre nel rapporto con gli sponsor e la presidente Maria Rosa Palvarini lo ha messo in risalto nella sua relazione ai soci, riuniti in assemblea nella Sala degli Arcieri della reggia gonzaghesca, presente il sovrintendente Filippo Trevisani. «Siamo impegnati ora - ha detto la Palvarini - al censimento dei nostri beni, frutto delle donazioni e dei lasciti nel corso dei 107 anni della nostra storia». Nel patrimonio sociale, una delle voci di maggior rilievo è data dal lascito dell'artista Antonio Carbonati (Mantova 1893 - Roma 1957): più di un migliaio di incisioni, più le lastre e il torchio, attualmente depositate in Palazzo Ducale. Una testimonianza l'ha data l'esposizione allestita da Trevisani durante la Settimana della Cultura, ma la Società ha come obbiettivo di collocare l'opera di Carbonati in una sede propria, adeguata, aperta alla visita e la sta cercando. Ma lo sguardo attento alle eredità del passato comporta entrare nel presente tecnologico. Ecco quindi "La visita impossibile" della reggia gonzaghesca, sul sito www.societàpalazzoducalemantova.it, con il progetto informatico ideato dal consigliere Danilo Cavallero, con la parte grafica di Guglielmo Calciolari e la realizzazione digitale di Andrea Piazza. Il visitatore virtuale del Palazzo entra in alcuni ambienti, ricreati dai disegni, nei quali sono raccolti oltre 50 capolavori pittorici. Si è voluta ricreare un'atmosfera, con la possibilità di muoversi nelle stanze e tra i dipinti, identificati da sintetica didascalia. Visita sognata, dunque, poiché le opere sono sparse per i musei del mondo. Sempre in termini informatici, un'altra iniziativa: il passaggio di tutti i titoli delle tesi di laurea di soggetto mantovano, con la collaborazione delle istituzioni culturali e del Politecnico. «Lavoro - ha spiegato Palvarini - che contiamo di portare a termine con l'aiuto pubblico, dei soci e degli stessi studenti». Altra iniziativa: un'indagine per conoscere i nomi dei soci storici che, dal 1902, hanno contribuito ad arricchire il patrimonio di beni e memorie. «Intendiamo partecipare - ha aggiunto la presidente - con altre società di volontariato culturale, ai progetti di riscoperta ed arricchimento del nostro patrimonio, non soltanto storico ed artistico, ma anche ambientale, in linea con il riconoscimento dell'Unesco per Mantova e Sabbioneta». A questo proposito, è recente il documento della Federazione Italiana Amici dei Musei (110 Associazioni) che denuncia che sottolinea "l'uso del paesaggio rurale ed urbano con disattenzione (se non con disinvolta noncuranza) alle sue qualità di documento storico'' La Società non potrà che avere occhio attento a situazioni già individuabili a Mantova.