Il soprintendente Palazzo Venezia, la caduta di alcuni frammenti di intonaco dalla facciata del quattrocentesco edificio «non è ascrivibile al terremoto, le verifiche sulla stabilità della struttura sono terminate pochi giorni fa e non sono emersi problemi di alcun tipo». A spiegarlo, dopo il cedimento di giovedì sera e la messa in sicurezza di parte della piazza Venezia da parte dei Vigili del fuoco, è la soprintendente ai Beni architettonici di Roma Federica Galloni: «Da domani (oggi, n.d.r.), dopo il primo intervento dei Vigili, effettueremo comunque ulteriori controlli, ma ritengo non si sia trattato di un problema grave. Come da legge, per togliere il transennamento e procedere immediatamente alla messa in sicurezza, possiamo agire in autonomia fino a 25 mila euro di spesa». Nessun allarmismo nemmeno da parte del soprintendente Claudio Strinati (Polo museale, istituzione che ha sede proprio nel Palazzo): «Sono caduti, sembra da uno dei merli, alcuni frammenti piccolissimi che non avrebbero destato alcuna preoccupazione sostanziale, ma indotto gli organi vigilanti alla massima prudenza. L'evento è stato scrupolosamente seguito da una delle direttrici del Museo di Palazzo Venezia, Lucia Calzona. Va aggiunto che l'intonaco quattrocentesco non esiste più da secoli. L'attuale intonacatura non ha più di due secoli. La facciata è stata sottoposta negli ultimi anni a interventi di restauro, consolidamento e pulitura. Il Palazzo non ha subito danni strutturali. Ricordo poi che è in avanzata fase di studio un progetto, stilato l'anno scorso, di riesame completo della facciata, sia per gli aspetti strutturali, sia per la conservazione degli intonaci». E. Sa.