Comune L'inchiesta Il blitz è scattato alla vigilia del primo maggio, quando molti dipendenti avevano già preparato le valigie per il fine settimana. Dopo aver acquisito, a febbraio, centinaia di documenti, questa volta la Guardia di finanza ha perquisito la sede del IX dipartimento, che rilascia i permessi per costruire, in pratica il «cuore» dell'assessorato ai Lavori pubblici. Le Fiamme gialle hanno setacciato gli uffici e le case dei tecnici e dei funzionari addetti al «mattone», quelli che danno il via libera alle concessioni edilizie: dalla trasformazione di una soffitta in mansarda alla realizzazione di un palazzo ex novo. Hanno frugato nei cassetti e nei computer, hanno sequestrato le carte e i file ritenuti utili all'inchiesta. Nell'appartamento di un geometra gli investigatori hanno trovato titoli per due milioni di euro: calcolando che lo stipendio di un impiegato è di 1.200-1.500 euro, il tecnico ora dovrà spiegare alla procura l'origine di una somma così elevata. Sono state una ventina le perquisizoni compiute dalla Guardia di finanza nei confronti di altrettanti indagati. Nell'inchiesta del pm Assunta Cocomello si ipotizzano reati che vanno dalla corruzione, al falso, all'abuso d'ufficio. Le Fiamme gialle, oltre al Comune, hanno preso di mira architetti e geometri, cioè titolari e collaboratori di studi professionali esperti nel maneggiare le pratiche relative alle concessioni edilizie. È emerso che alcuni tecnici perquisiti sono dipendenti del Campidoglio e che, nel tempo libero, svolgono attività di consulenza per datori di lavoro privati: un filo diretto tra chi vuole costruire e il IX dipartimento. Ora il materiale sequestrato è nelle mani della Guardia di finanza, che dovrà esaminarlo e consegnare un rapporto alla procura. L'inchiesta, iniziata in sordina alcuni mesi fa, potrebbe essere arrivata a una svolta decisiva.
ROMA - Licenze edilizie nel mirino: venti indagati
La Guardia di finanza ha condotto una serie di perquisizioni nella sede del IX dipartimento del Comune di L'inchiesta, accusando diversi dipendenti di corruzione, falso e abuso d'ufficio. Gli investigatori hanno sequestrato documenti e carte ritenuti utili all'inchiesta, tra cui titoli per due milioni di euro. L'inchiesta, iniziata alcuni mesi fa, potrebbe essere arrivata a una svolta decisiva. I tecnici perquisiti sono stati accusati di avere legami con datori di lavoro privati e di svolgere attività di consulenza nel tempo libero. Il materiale sequestrato è nelle mani della Guardia di finanza, che dovrà esaminarlo e consegnare un rapporto alla procura.
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