La polemica. L'Associazione Amici dei musei contesta le scelte della politica Grande preoccupazione per lo stato dei musei. Lo esprime l'associazione nazionale Amici dei musei. «Manifestiamo la nostra preoccupazione - dicono gli Amici dei musei - in merito alla grave situazione venutasi a determinare a carico dei nostri beni ed attività culturali, in conseguenza di mancate o infelici scelte nella politica della gestione dei beni culturali». «In particolare - continuano - critichiamo lo sganciamento del concetto di tutela da quello di valorizzazione del bene culturale, specialmente quando - per ragioni meramente mediatiche - viene reso fruibile, lontano dal contesto di appartenenza, al di fuori degli istituti a ciò preposti anche prescindendo dal parere degli esperti in conservazione». Tra i punti critici anche «l'uso del paesaggio rurale ed urbano con disattenzione (se non con disinvolta noncuranza) alle sue qualità di documento storico, di identità ed alla sua funzione di corollario ambientale di quei beni archeologici, storici ed artistici che determinano l'esistenza - tipicamente italiana - del "museo diffuso"; la situazione di precarietà dirigenziale prolungata di poli museali e soprintendenze, con dirigenti sovente incaricati ad interim di reggere uffici anche in sedi molto distanti tra loro (da Roma a Venezia, da Siena a Genova, per citarne alcune) e soggetti ad un'alternanza nociva alla continuità della programmazione». Criticate pure «le inesistenti possibilità di assunzione, attraverso concorso, del personale tecnico scientifico delle soprintendenze».