Interventi di restauro su volta, campanile e su due quadri del pittore Boselli Sabato prossimo saranno presentati al pubblico con una cerimonia i lavori di restauro effettuati alla chiesa parrocchiale di San Francesco di Chifenti. I lavori sono stati eseguiti con le più moderne tecniche: per il campanile è stato montato un castello antivibrante e per la volta sono state messe in opera fibre di carbonio (stessa tecnica usata anche per restaurare la volta della basilica di S. Francesco in Assisi dopo il crollo causato dal terremoto). Avendo notato poi le precarie condizioni di due quadri, si è deciso di procedere anche al loro restauro. Si tratta di due dipinti ad olio su tela del XVII secolo del pittore lucchese Matteo Boselli (1593-1668): Madonna del Rosario con Santa Caterina e S. Domenico, a destra della navata e Compianto del Cristo morto, a sinistra della navata. Il risanamento della volta è stato eseguito dalla ditta "Contrucci Virgilio" e il restauro delle relative pitture murali e degli stucchi sono opera della ditta "La Sinopia Restauri" di Silvana Pooli. I due grandi quadri olio su tela del Boselli sono stati restaurati dalla ditta "Laura Del Muratore Restauratrice". La direzione dei lavori è stata dell'architetto Francesco Rondina, con supervisione della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara e in particolare della dottoressa Antonia D'Aniello. L'intervento è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Questo il programma di sabato 9 maggio: alle 16 S. Messa celebrata dal Vescovo Castellani con il coro di Fornoli; alle 17 la dottoressa D'Aniello illustrerà i lavori di restauro, seguirà un rinfresco nei locali del parco giochi; alle 21 concerto d'organo e vocale dei maestri Claudio Sassetti e Enrico Barsanti. Saranno eseguiti: Toccata I di J. Seger; Canzon francese detta Petit Jacquet di A. Gabrielli; Fiori Musicali di G. frescobaldi; Panis Angelicus di C. Franck; Canzona in re minore di D. Zipoli; Ave Maria di F. Schunert; Offertorio (in Bfà) di G. Gherardeschi; Ave Maria di Ch. Gounod; The Rondo Processional di Janis Dunson Wilson; Largo di G. F. Haendel; Gran Marcia di L. Gherardeschi. Le prime notizie sulla chiesa di S. Francesco risalgono all'anno 805, nel 995 è dipendente dalla Pieve di Mozzano e nell'estimo della diocesi di Lucca del 1260 appartiene al plebato della Pieve di Controne. Nell'estimo del comune di Chifenti del 1267 l'edificio è ad una sola navata con l'ingresso principale nella facciata opposta all'attuale. Nel 1839-40 la chiesa fu ingrandita con la costruzione delle navate laterali e con l'ampliamento della canonica, durante questi lavori fu incorporato nella chiesa anche uno spazio adiacente che era adibito a cimitero. In questa occasione l'ingresso della chiesa fu portato nell'attuale posizione. Al suo interno si trovano opere di pregio tra cui: un crocifisso in legno, bellissima scultura del XV secolo, attribuito alla scuola di Giotto, di cui si trova menzione nella visita pastorale del 1575 come "Il grande Cristo"; il tempietto in marmo di forma esagonale per gli oli santi, pregevole opera della bottega di Matteo Civitali (1436-1501); l'organo del 1848, strumento di pregevole valore artistico e storico costruito dalla ditta Agati di Pistoia, e dipinti del XVI e XVII secolo. Di restauro si cominciò a parlare nel 2003 grazie al compianto parroco don Ugo Pacini, che si mosse per primo assieme ai compaesani.