Dopo la proposta di Roger Dachez, amico del principe erede, il sindaco dice: «Valutiamo tutte le possibilità» Ci sono problemi strutturali e vincoli artistici: la colonna potrebbe essere «rifatta» proiettandola nella notte Il mito di Napoleone resiste ai secoli e risveglia l'interesse per la storia anche nelle nuove generazioni. Il sindaco Mirco Campagnari e la sua amministrazione, arrivati agli sgoccioli del loro primo mandato, spingono l'acceleratore sul tema napoleonico per renderlo uno dei motori del turismo in paese, attrattiva in grado di farlo conoscere non solo ai turisti stranieri, francesi in particolare, ma anche ai veronesi. «Le possibilità di una maggiore valorizzazione ci sono tutte», commenta il professore parigino Roger Dachez, amico del principe erede di Napoleone e del presidente francese Sarkozy, in visita a Rivoli per amore patriottico e per piacere. Dachez ha proposto al primo cittadino di rendere il Museo napoleonico il centro di un percorso di rivalutazione della località teatro della battaglia del 14 gennaio 1797, che comprenderebbe non solo il monumento napoleonico a Canale ma anche il Forte come teatro di eventi, spettacoli e incontri di spirito bonapartesco. «Nessun problema», dunque, almeno secondo Dachez, il quale, al termine della sua visita a Rivoli ha promesso d'impegnarsi personalmente per sostenerne la ricostruzione. Secondo lo storico esperto del periodo napoleonico Enrico Scognamillo e il curatore del Museo Lorenzo Da Prà Galanti, però, la cosa non sarebbe così semplice e non basterebbero buona volontà o risorse economiche. Il basamento antico, infatti, potrebbe non reggere il peso di una nuova colonna di quella portata e quanto è rimasto in piedi è vincolato dalla Soprintendenza e per molti versi intoccabile. Per questo Da Prà Galanti ha lanciato a Campagnari l'idea di un fascio di luce che nelle ore di buio potrebbe riprodurre la colonna, una proposta suggestiva e nemmeno troppo dispendiosa. «Non c'è nulla di definitivo e stiamo valutando varie possibilità», commenta il primo cittadino, citando anche un progetto dell'architetto Renzo Nicolis per una colonna in vetro. «Di certo c'è la volontà di ridare smalto al monumento e renderlo più visibile, facendolo diventare uno dei punti chiave del percorso di visita». Al Museo, inaugurato nel 1973 e di proprietà privata, del resto, non appena si apre la bella stagione i visitatori arrivano da ogni parte della provincia, d'Italia e d'Europa, per dare uno sguardo a documenti, libri, costumi, quadri, stampe, armi e oggetti legati al grande condottiero o al periodo napoleonico in Italia. Un'occhiata speciale va sempre al grande plastico che riproduce la vittoriosa battaglia, ma al Museo da qualche anno c'è anche il modellino in legno che riproduce perfettamente il monumento fatto costruire da Napoleone nel 1806 sul luogo della battaglia, qualche anno dopo distrutto in parte dagli austriaci. Guglia, decorazioni, scritte, al modellino non manca proprio nulla, a differenza invece del monumento rimasto privo soprattutto dell'imponente obelisco di 20 metri e ridottosi a un più misero basamento.
RIVOLI. Monumento a Napoleone: luci al posto della pietra
Il sindaco di Rivoli, Mirco Campagnari, ha espresso la volontà di valorizzare il monumento napoleonico e il Museo napoleonico del paese. Il professore parigino Roger Dachez ha proposto di rendere il Museo il centro di un percorso di rivalutazione della località, che comprenderebbe il monumento napoleonico a Canale e il Forte come teatro di eventi. Tuttavia, secondo lo storico Enrico Scognamillo, la cosa non sarebbe così semplice a causa dei problemi strutturali e vincoli artistici. Il basamento antico potrebbe non reggere il peso di una nuova colonna e quanto è rimasto in piedi è vincolato dalla Soprintendenza.
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