AUDIZIONE AL SENATO DELLA REPUBBLICA 28.4.2009 COMMISSIONE VII "Riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali" Le tre Associazioni di categoria da noi rappresentate si sono da tempo riunite per lavorare sull'obiettivo comune della valorizzazione della figura professionale dello Storico dell'arte, ed hanno in comune l'obiettivo di costituire un Osservatorio sulla professione stessa. Pertanto, le modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali riguardano le tre associazioni, aldilà dell'appartenenza di singoli iscritti al Mibac. Ed infatti, il tema dell'educazione al patrimonio culturale, che la riforma non cita, è condiviso dai funzionari storici dell'arte del Mibac e dai docenti di Storia dell'arte, nella convinzione che soltanto un approccio globale alla disciplina 'Storia dell'Arte' e alle professionalità che se ne occupano può consentire una visione moderna del patrimonio culturale, proiettata verso il futuro. Per gli scriventi, l'educazione al patrimonio culturale, che da anni viene svolta nelle strutture centrali e periferiche della tutela, è e rimane di stretta pertinenza delle Direzioni tecnico scientifiche, attraverso i Servizi educativi di Soprintendenza. Per quanto riguarda l'Università, non possiamo che condividere l'accorato appello del Presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, prof. Andrea Carandini, nel suo discorso di insediamento del 18.3.2009: "Voglio subito ricordare al Paese che questo Ministero ha problemi di sopravvivenza. Da vario tempo giovani preparati non rinsanguano con adeguato flusso l'amministrazione. Quanti ragazzi e ragazze bravissimi languiscono ai margini dell'Università, privi di quello su cui un tempo potevano contare: l'assorbimento graduale nell'amministrazione del patrimonio culturale. L'età media dei funzionari ha raggiunto un livello tale, che se non prenderemo provvedimenti, fra pochi anni gli uffici saranno quasi vuoti." Vorremmo anche ricordare che l'ultimo concorso per funzionari ha bandito posti per 50 archeologi, 30 architetti e.5 storici dell'arte!! A fronte di tale gravissima situazione per la nostra categoria, le Scuole di Specializzazione formano giovani di altissima professionalità, dei quali è giunto il tempo di tenere elenchi presso la direzione generale OIF del Ministero, per poter provvedere almeno a disporne al momento dei vari contratti privatistici per i servizi di accoglienza, didattica, catalogazione etc. Infine, con rammarico constatiamo che è stata reiterata la discriminazione tra le due categorie specialistiche, archeologi e storici dell'arte, voluta dalla passata amministrazione con il regolamento 2332007, per cui l'Archeologia gode di una sua propria Direzione generale, con 3 dirigenti di seconda fascia archeologi, mentre gli storici dell'arte, accorpati agli architetti, avranno nella nuova sistemazione 1 solo dirigente di seconda fascia. Rimane altresì la contraddizione già evidenziata nelle audizioni del 2007 tra la possibilità che archeologi e architetti accedano alla dirigenza superiore per le relative Direzioni generali, mentre gli storici dell'arte hanno perduto tale prerogativa. La soluzione possibile, come già richiesto da più parti, è quella dell'accorpamento dell'archeologia alla Direzione generale BAPAAC, con la ricostituzione di un'unità di gestione trasversale, più equilibrata, e un'ulteriore aderenza al dettato della legge 6.8.08, n.133 (art.74), da cui è originato il presente regolamento, in materia di riduzione dei posti di dirigente. ANASTAR. Associazione Nazionale Storici dell'Arte ANISA Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell'Arte CUNSTA Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell'Arte I docenti di storia dell'arte dell'Università italiana, vuoi in quanto storici dell'arte vuoi in quanto formatori per eccellenza delle nuove generazioni di addetti a qualunque titolo ai Beni Culturali, avvertono fortemente come proprio il problema della riorganizzazione del MIBAC, La creazione di una autonoma Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio e l'assenza, sperequativa rispetto ad altri settori indipendenti, di una Direzione Generale per i Beni Storici e Artistici, di cui ha parlato la collega Antonella Fusco dell'ANASTAR, sembrano anche a noi degli errori gravi, passibili di conseguenze rilevanti per la tutela di uno dei settori più importanti all'interno del nostro patrimonio culturale. A nostro avviso, però, è più grave ancora che questi atti s'inquadrino in una tendenza complessiva al sostanziale "smantellamento" del MIBAC si pensi solo alla drastica riduzione dei finanziamenti in questi anni e in quelli a venire e di progressiva svalutazione, per non dire annullamento, del ruolo al suo interno dei funzionari tecnici, in particolare degli storici dell'arte. Sentiamo tutto intero il disagio e la responsabilità di lavorare in un ambito dove, più ancora che in altri, è evidente lo scollamento progressivo, nel nostro paese, tra formazione e lavoro. Di fronte infatti all'imminente pensionamento di un'intera generazione di funzionari, di fronte alla sostanziale assenza, negli ultimi venticinque anni, di turn over, di concorsi e di assorbimento di nuovo personale, di fronte alla recente (e in apparenza conseguente) messa a bando di soli 5 posti di funzionario storico dell'arte (di contro a 50 architetti e a 30 archeologi) in tutta Italia, di fronte all'incongruità di un parallelo concorso per Assistenti Tecnici Museali che ha previsto come titolo d'ammissione non una laurea ad esempio triennale -, come poteva sembrare naturale, ma la licenza media, viene da chiedersi: quali saranno le donne e gli uomini, e quali le competenze tecniche, necessari, indispensabili a reggere sul territorio un Ministero, un sistema di tutela, di conservazione e di valorizzazione che qui s'intende riformare e regolamentare ? E quale il rapporto, oggi e in futuro, tra queste professionalità "in via di estinzione" e i tanti giovani formati dai nostri Corsi di laurea triennali e quinquennali in Beni Culturali e, dopo la laurea, dalle nostre Scuole di Specializzazione, gli uni e le altre progettati, anche in anni recenti, sulla base di un teorico accordo tra MIUR e MIBAC? La Consulta Universitaria Nazionale di Storia dell'arte segnala con forza che in questa fase di riorganizzazione si colga l'occasione per valutare con più saggezza ed attenzione il problema delle forze, dei numeri (e dunque dei concorsi), delle professionalità, dei titoli d'accesso, delle disponibilità economiche, oltre che quelli, pur paralleli e centrali, degli Uffici, delle Direzioni, della rappresentanza democratica - infine - della componente tecnica, scientifica, universitaria nel Consiglio Nazionale. Pierluigi Leone de Castris Presidente CUNSTA Roma. 28-4-2009