Mattone dopo mattone, usciremo dalla crisi. Anticipando il resto del paese, la Regione Veneto sta per licenziare il tanto discusso «piano casa». La giunta ha già scritto il testo, che sarà votato fra pochi giorni in consiglio e diventerà legge presumibilmente fra due o tre settimane. Per spiegare con precisione cosa prevede il documento, ieri pomeriggio si è tenuto un convegno presso la sede di Confindustria Verona. Fra le novità principali: via libera alle ristrutturazioni anche nei centri storici e aumento dei volumi fino al 40 per cento per chi demolisce vecchi palazzi obsoleti e ne edifica di nuovi con criteri di eco-compatibilità. L'assessore regionale all'Urbanistica, Renzo Marangon, assicura che la norma non porterà a una cementificazione indiscriminata: «Si è scelta la strada di consentire alle impese e alle famiglie di aumentare le volumetrie, proprio per evitare che vengano edificate zone oggi libere ». Tiziano Zigiotto, presidente della commissione urbanistica regionale, spiega lo spirito dell'intervento: «È una misura eccezionale sottolinea che ha lo scopo di traghettarci fuori da una crisi economica eccezionale. Dal momento dell'entrata in vigore la legge si applicherà per due anni e in sostanza permetterà di snellire i tempi per i permessi e di edificare anche dove non era possibile ». Nelle zone rurali, per esempio, si potrà decidere di spostare il vecchio edificio che dà sulla strada, per edificarne uno nuovo più distante, anche su terreno agricolo. Oppure in centro, previo parere favorevole della Soprintendenza, si potranno modificare anche immobili vincolati. «I Comuni avverte l'assessore all'Urbanistica, Vito Giacino avranno 60 giorni per definire aree specifiche dove la legge non potrà essere applicata. Se non lo faranno, varrà la norma del silenzio assenso». Nel caso di Verona, prosegue Giacino, «abbiamo già individuato le zone sature, dove non sarà possibile ampliare i volumi, e quelle invece non sature. Più problematiche sono le zone miste di saturo e non saturo, ma in due mesi contiamo di stabilire criteri chiari, che saranno capiti anche dagli architetti meno bravi». Per il centro storico, aggiunge l'assessore, «questo è il momento buono per semplificare gli attuali vincoli, che in alcuni casi creano degrado, perché ci impongono di non modificare anche vecchi capannoni, che potrebbero essere rifatti meglio». Il presidente di Ater, Niko Cordioli, spera di poter abbattere la nave di Borgo Nuovo: «È un sogno precisa perché prima occorre spostare circa 300 famiglie e in due anni non è semplice». Davide Pyriochos
VERONA Nuovo piano casa. La città che cambia Due mesi per la mappa degli ampliamenti
La Regione Veneto sta per licenziare il piano casa, previsto per essere votato in consiglio e diventare legge entro due o tre settimane. Il piano prevede l'aumento dei volumi fino al 40% per chi demolisce vecchi palazzi obsoleti e ne edifica di nuovi con criteri di eco-compatibilità. La norma consentirà alle impese e alle famiglie di aumentare le volumetrie per evitare la cementificazione indiscriminata. La legge si applicherà per due anni e permetterà di snellire i tempi per i permessi e di edificare anche dove non era possibile. I Comuni avranno 60 giorni per definire aree specifiche dove la legge non potrà essere applicata.
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