Il caso Il soprintendente ha informato con una lettera anche i prefetti di Caserta, Benevento e Salerno L'ufficio senza telefono e fax, c'è solo un vecchio pc La Soprintendenza dei Beni Archeologici per le provincie di Caserta e Benevento è al collasso. Mentre i tombaroli e i predatori d'arte si mostrano sempre meglio organizzati e soprattutto capaci di agire in tempi rapidissimi, le istituzioni preposte alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico non riescono ad organizzarsi nemmeno per l'archiviazione dei documenti. L'allarme è lanciato dallo stesso Mario Pagano, da qualche anno nominato soprintendente di Terra di Lavoro. «Attualmente precisa Pagano la situazione nella quale si trova la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Caserta e Benevento è gravissima, infatti la sede centrale, così come è noto, è costituita, da un anno e mezzo da una metà di una stanza dell'altra Soprintendenza, ed è priva quindi di Uffici, di mezzi e delle attrezzature di base». La situazione che si è creata, e che dura ormai da un anno, è paradossale e secondo Pagano lede i principi dello Stato di diritto, della legge, di una sentenza e del merito, e il principio di equità della pubblica amministrazione. La Soprintendenza archeologica di Caserta è ancora ospitata in metà stanza della Soprintendenza monumentale della stessa Provincia, è priva di telefono e fax, ha solo un vecchio computer e due impiegati volontari. «Le lettere sottolinea Pagano vengono inviate ancora col corriere e con il timbro dell'altra Soprintendenza, nel totale disinteresse del direttore regionale Pio Baldi ». Appare opportuno che il ministro Bondi, la Magistratura e la Corte dei Conti facciano piena luce su una situazione paradossale. Intanto, l'opinione pubblica si chiede: Perché? A chi giova? Una situazione che fa solo crescere la sfiducia negli organi dello Stato. A rendere la situazione ancora più intrigata, c'è poi il particolare che lo stesso soprintendente sta lavorando da più di un anno - senza un regolare contratto. «Infatti precisa Pagano sono stato illegalmente designato ad aprile dello scorso anno per la sede di Caserta, mai decollata e non ho mai firmato il relativo contratto, in quanto già titolare di un contratto, di durata triennale, sottoscritto presso la Direzione Regionale della Campania il nel febbraio scorso, pienamente valido, e stipulato già in attuazione della riforma Rutelli. Incredibilmente continua a distanza di soli due mesi e in totale dispregio delle norme del citato regolamento ministeriale Rutelli sui criteri delle nomine dirigenziali del Ministero Beni Culturali e in violazione della legge 1041992, senza che fossero trascorsi i sei mesi previsti dalla legge per lo scambio di consegne, sono stato trasferito a Caserta, nuova Soprintendenza priva, ancora tutt'oggi, di personale di qualifiche idonee e di mezzi». Pagano ha interessato della grave situazione anche i Prefetti di Caserta, Benevento e Salerno con una lettera, annunciando che, se non fosse pervenuto un motivato diniego, avrebbe ripreso servizio a Salerno, continuando a mantenere in piedi la funzionalità della Soprintendenza di Caserta e Benevento, il cui stato attuale è ben noto, fino a nuove disposizioni. Nessuna risposta è ancora una volta arrivata prima di tale data dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania e dagli organi superiori. Giancarlo Izzo
CASERTA Pagano: La Soprintendenza è in uno stato allarmante
La Soprintendenza dei Beni Archeologici per le province di Caserta e Benevento è al collasso. La sede centrale è costituita da metà di una stanza dell'altra Soprintendenza e non dispone di uffici, mezzi e attrezzature. Il soprintendente Mario Pagano ha lanciato un allarme sulla situazione, che è gravissima e paradossale. La Soprintendenza è priva di telefono e fax, ha solo un vecchio computer e due impiegati volontari. Le lettere vengono inviate col corriere e con il timbro dell'altra Soprintendenza. Il direttore regionale Pio Baldi sembra disinteressato.
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