IL PIANO CASA. Confronto nella sede di Assindustria per fare il punto della procedura burocratica nella nostra regione «Gli effetti saranno positivi» per l'assessore Giacino. E il settore dell'edilizia spera di uscire dalla crisi Sono molte le aspettative degli addetti ai lavori veronesi sugli effetti del piano casa del governo, che solo dieci fa giorni ha incassato l'ok della Commissione urbanistica regionale e si appresta a diventare legge entro una ventina di giorni. È un piano di cui il Veneto reclama la primogenitura e che è stato ieri al centro di un dibattito promosso da Confindustria Verona, dal Comune e dal Collegio dei costruttori edili nella sede di piazza Cittadella per fare luce soprattutto sui suoi risvolti tecnici e urbanistici. In merito alle aspettative veronesi, l'assessore all'urbanistica Vito Giacino ha promesso tempi rapidi in materia di concessione edilizia, specie per gli interventi nelle zone ancora degradate della città, dal centro storico a Borgo Nuovo, in attesa da anni di una riqualificazione da troppo tempo rimandata. «Da Veronetta al centro città, dagli ecomostri di Borgo Nuovo alle aree periferiche da riconvertire, il piano casa avrà effetti estremamente positivi. Pur nel rispetto della Variante 33 e del Piano regolatore vigente, cercheremo di eliminare i cavilli e i vincoli che rischiano di rallentare il pur necessario iter burocratico. Dopo la pubblicazione della legge, avremo 60 giorni di tempo per determinare come e dove applicarla e quali parti di territorio o di situazioni volumetriche escludere. Sul centro storico la legge non pone limiti, ma gli edifici sotto l'egida della Sovrintendenza saranno intoccabili». Come noto, il ddl riguarda tutti quegli interventi a sostegno dell'edilizia e per la promozione della bioedilizia utilizzando fonti di energia rinnovabile, nel rispetto delle leggi di tutela su distanze, vincoli e delle aree di pregio ambientale e paesaggistico. In particolare, la proposta di legge prevede un ampliamento del 20 della cubatura e della superficie degli edifici esistenti, residenziali e non, che passa al 30 in caso di demolizione e ricostruzione di edifici degradati costruiti prima del 1989, e al 40 per gli interventi con tecniche di bioedilizia e impianti a energia rinnovabile. «È una legge che non cementifica il territorio, ma si limita a costruire solo su ciò che già esiste, attivando molti settori collaterali all'edilizia, dalla termomeccanica all'arredamento, dal vetro al legno», ha proseguito l'assessore regionale all'Urbanistica, Renzo Marangon. «In più non si potrà cambiare la destinazione d'uso dello stabile. Il ddl parla di due anni di tempo dalla pubblicazione della legge regionale per la presentazione della domanda, un periodo entro il quale mi auguro l'apertura di più cantieri possibile. Se entro maggio il consiglio regionale la approverà, il Veneto potrebbe essere la prima regione d'Italia a varare questo provvedimento». Il settore edile sta in ogni caso soffrendo un rallentamento mai visto in modo tanto severo. E Andrea Marani, presidente di Ance Verona, invita a fare presto. «Rispetto a un anno fa il calo dei primi quattro mesi del 2009 è di almeno il 9 e sale al 15 se il confronto è fatto con il 2007. A livello nazionale la crisi ha generato disoccupazione per più di 150 mila lavoratori, di cui più di 30 mila in Veneto e circa 7 mila a Verona». Le aspettative riguardano i tempi. «Di sicuro», prosegue, «il piano casa inciderà sui tempi burocratici: dal progetto all'inizio dei lavori passerà al massimo un anno, contro l'attuale media nazionale di cinque». In vista del piano, Marani lancia poi un appello alle banche: «gli istituti di credito ci devono credere» e invita la Regione a intervenire in tempi rapidi in materia di cave. «Siamo attualmente costretti ad importare la ghiaia dal vicentino, dal trevigiano e dall'Emilia, fatto che comporta una maggiorazione di costo non indifferente al lavoro delle imprese». Tiziano Zigiotto, presidente della II Commissione urbanistica regionale ha poi ricordato i numeri di un settore, l'edilizia, che con l'indotto copre il 27 del Pil del Veneto. «Parliamo di 100 mila addetti. Il solo passante ha generato un giro d'affari per oltre un miliardo di euro. In più le opere pubbliche attese in futuro genereranno lavoro per circa 12,7 miliardi. Opere che vanno dalla Pedemontana alla Nogara-Mare, dalla Valdastico sud al sistema delle tangenziali. E senza dimenticare la domanda abitativa, visto che entro i prossimi 10-15 anni il Veneto avrà 700 mila abitanti in più».
VERONA - Concessioni edilizie in tempi più rapidi
Il piano casa del governo, che è stato approvato dalla Commissione urbanistica regionale, prevede l'ampliamento della cubatura e della superficie degli edifici esistenti, con limiti del 20% per gli interventi a sostegno dell'edilizia e del 40% per gli interventi con tecniche di bioedilizia e impianti a energia rinnovabile. Il piano avrà effetti positivi per l'assessore Giacino e spera di uscire dalla crisi. Il settore dell'edilizia spera di uscire dalla crisi e il piano casa potrebbe essere la soluzione. Il piano casa potrebbe avere effetti positivi per il Veneto, che reclama la primogenitura per questo piano. Il piano casa potrebbe essere la prima regione d'Italia a varare questo provvedimento.
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