Si cerca un nuovo nome per larea archeologica romana. Giro: Marrazzo collabori. La Rodano: il commissario non serve Il sindaco: "Limportante è che rimanga la Protezione civile". Sul successore: "Non voglio entrare nel toto-nomine" Il dopo-Bertolaso si annuncia tempestoso. La rinuncia del Capo del Dipartimento della Protezione Civile al ruolo di commissario per larea archeologica romana per gli impegni in Abruzzo riapre i giochi sullopportunità del commissariamento, che ieri è stata duramente contestata dalla Cgil Funzione Pubblica, dallassessore alla cultura della Regione Giulia Rodano e dal presidente del XIII Municipio, Vizzani per larea di Ostia. Tutti uniti nel ripetere che non cè una situazione di emergenza che non si possa risolvere con i mezzi delle sovrintendenze e degli enti locali. Il sindaco invece ha ripetuto ieri che «limportante è che rimanga la Protezione civile e si possano fare tutti gli interventi con la massima velocità», anche se non si è sbilanciato sul nome del probabile successore di Bertolaso: «Non voglio entrare nel toto-nomine». Una posizione che indebolisce la candidatura, avanzata dallassessore Croppi, di Marco Corsini, assessore allurbanistica. Il sovrintendente Angelo Bottini, senza esprimersi nel merito della candidatura, ha commentato: «Croppi è un politico e quindi avanza proposte di natura politica». Ieri il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro ha detto che va individuato subito un nuovo commissario «che possa proseguire il lavoro già avviato fra la soprintendenza ai beni archeologici di Roma, la sovraintendenza comunale ai beni culturali e lo staff tecnico della protezione civile per il rilancio del Palatino, del Foro romano, dei Fori imperiali, del Colosseo, di tutto il patrimonio archeologico romano». Un progetto che ha chiesto al presidente della Regione Marrazzo di condividere, «come ha già fatto in precedenza dando la sua intesa alla nomina di Guido Bertolaso». (renata mambelli)