Adesso la pala di San Zeno svela tutta la sua bellezza, quando con bagliori di luce e di colori, risplende intera. E dà ragione dello straordinario spirito creativo di Andrea Mantegna, che nel 1457, a soli 26 anni, aveva evidentemente già tale cultura artistica e tanta padronanza delle leggi della prospettiva, da introdurre l'osservatore con naturalezza nella fantastica atmosfera di una «Sacra Conversazione» tra la Madonna, i santi e altri personaggi celesti. La pala, dopo tanto tempo e dopo molteplici vicissitudini,era danneggiata. Ora è stata restaurata grazie al Comune di Verona, al museo di Castelvecchio e alla soprintendenza ai beni artistici, che hanno affidato all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze tutti i pezzi preziosi già esaminati dai restauratori veronesi che l'hanno affidata al'istituto fiorentino altamente specializzato e munito di tutte le attrezzature ed esperienze capaci di dare un senso alla coraggiosa trasferta. Ieri mattina, all'Opificio c'è stata la simbolica riconsegna dell'opera, ai suoi responsabili. Vicino al capolavoro è stata ricordata la vicenda del recupero, mentre si annunciava la festa che sarà fatta a Verona, a San Zeno, il 21 maggio al termine della messa per il patrono. Tra pochi giorni, dopo essere stata a disposizione dei fiorentini che vorranno vederla, l'opera sarà trasportata, con tanto di scorta armata, farà ritorno in città. La necessità del restauro fu messa in luce al termine della mostra «Mantegna e le arti a Verona», nel 2006. A Firenze la pala è stata suddivisa in 14 parti. La pulitura della parte pittorica è stata contemporanea agli interventi di risanamento dei supporti lignei.