PIEDIMONTE MATESE Ancora abusi edilizi nel territorio del Parco Regionale del Matese. Nuovi sequestri e denunce da parte dei carabinieri che hanno proceduto, ieri mattina, al sequestro di uno stabile di quattro piani, in fase di realizzazione. Il cantiere è situato in una fetta di territorio particolarmente suggestivo, al confine fra i comuni di Ailano e Raviscanina. La scoperta è stata fatta grazie al blitz dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, finalizzato proprio al contrasto del fenomeno degli abusi edilizi e degli scempi di zone paesaggistiche. Nel corso dei controlli, coordinati dal Capitano Salvatore Vitiello, sono state passate al setaccio varie località del comprensorio matesino particolarmente sensibili sotto il profilo ambientale. E proprio in una zona periferica, i militari hanno scoperto la palazzina su quattro livelli, probabilmente destinata a civili abitazioni, in corso di realizzazione in totale assenza delle previste autorizzazioni e concessioni edilizie. L'intero fabbricato è stato sottoposto a sequestro giudiziario. Il proprietario, in qualità di committente dei lavori, un geometra, in qualità di direttore dei lavori, ed un imprenditore, esecutore materiale degli stessi, sono stati tutti denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Il valore dell'immobile sequestrato si aggirerebbe intorno ai trecentomila euro. L'operazione attuata ieri mattina dai carabinieri segue di pochi giorni un'altra simile durante la quale quasi nella stessa zona fu scoperta un'altra costruzione abusiva: in pratica il proprietario stava realizzando un castello medioevale. In merito a tale vicenda, ieri mattina, il sindaco del comune di Sant'Angelo d'Alife, Salvatore Bucci, d'intesa con la competente autorità giudiziaria, ha emesso ordinanza di demolizione del fabbricato. Una struttura suntuosa capace di riportare le lancette del tempo molti secoli indietro. Con questo obiettivo un noto commerciante della zona di Alife in provincia di Caserta, A.G. di 40 anni, attivo nel settore della rivendita di automobili, stava realizzando la riproduzione di un antico castello completo di merlatura delle mura superiori, di torri circolari e poderose, di inferriate alle finestre e di cancelli alle porte; tutti, rigidamente, in ferro battuto. Nella parte superiore del portone principale l'immancabile pietra di calcare sulla quale collocare lo stemma della famiglia. Il cantiere, avviato oramai verso la fase conclusiva, stava sorgendo nel centro dell'area protetta del Parco del Matese, in violazione delle leggi e della normativa che regolano la materia edilizia, senza alcuna concessione o permesso. Con il sequestro attuato ieri, dall'inizio del 2009 ad oggi, salgono a sei le costruzioni abusive, in qualche caso veri ecomostri, finiti nel mirino dei Carabinieri, a cui sono stati posti i sigilli. Tutte costruzioni sorte in varie località ma tutte ricadenti all'interno del Parco Regionale del Matese e in zone considerate ad elevato rischio sismico. Tredici, invece, sono state le persone, fino ad oggi, deferite all'autorità giudiziaria per reati contro l'ambiente e in particolare in materia di abusivismo edilizio.