Quando, negli anni '30, il Governatorato di Roma (allora il Comune si chiamava così) creò il viale dei Martiri Fascisti (oggi Bruno Buozzi), l'intento era quello di realizzare qualcosa di simile al bellissimo viale Washington di Villa Borghese. I lecci messi in opera allora, oggi si sono molto sviluppati ma, a differenza di quelli della storica villa, sono stati sottoposti recentemente a una drastica potatura. Forse era necessaria per la sicurezza dei passanti e probabilmente gli alberi si riprenderanno benissimo. Ma per anni dovremo aspettare che le loro chiome ritornino agli antichi splendori. Ne ho raccolta una foglia e l'ho strofinata tra le dita che sono diventate nere. Questo dimostra che, oltre a fornire ombra, frescura, ossigeno e ricovero per i nidi, le fronde degli alberi catturano le polveri nocive prodotte dal traffico. Che le alberature di Roma, nate in gran parte nel secondo dopoguerra con il boom edilizio, abbiano bisogno di cure nessuno lo nega. Ma si spera che la rinnovata cura della «foresta urbana», promessa dall'Assessore De Lillo e appena iniziata, segua anche criteri di conservazione naturalistica. Criteri che, pur con l'obbiettivo di eliminare il «gran pavese» di stracci e plastica pendenti dai rami dall'ultima piena tiberina, hanno fatto drasticamente eliminare gran parte della vegetazione riparia tra Ponte Milvio e Ponte Marconi. Quello che occorre per ridare vitalità alle alberature romane - da anni neglette, basti pensare allo stato sconfortante di tanti viali e parchi - è un forte irrobustimento del Servizio Giardini, il recupero della antica Scuola di Giardinieri e una pianificazione a tappeto che, oltre a monitorare e mettere in sicurezza gli alberi pericolanti e pericolosi, provveda a sostituire quelli eliminati il cui ricordo è da tempo seppellito sotto coltri di asfalto. La scelta delle essenze da mettere a dimora dovrebbe essere ampia. Oltre ai magnifici lecci «divora polveri», vero orgoglio della città, e ai pini, penso agli aceri campestri, ai resistenti bagolari, alle deliziose magnolie, ai profumati tigli e alle tantissime altre essenze che una pianificazione scientificamente accorta dovrà individuare.
ROMA - Modesta proposta per il verde
Il viale dei Martiri Fascisti a Roma è stato recentemente oggetto di una potatura drastica. I lecci che sono stati messi in opera negli anni '30 sono stati sottoposti a una potatura per garantire la sicurezza dei passanti. I lecci sono noti per catturare le polveri nocive prodotte dal traffico e fornire ombra, frescura, ossigeno e ricovero per i nidi. La foresta urbana di Roma, nata nel secondo dopoguerra, ha bisogno di cure e si spera che la rinnovata cura segua criteri di conservazione naturalistica. La pianificazione a tappeto dovrebbe monitorare e mettere in sicurezza gli alberi pericolanti e sostituire quelli eliminati.
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