Lassessore regionale alla Cultura: ho sempre sostenuto che era lunica soluzione «Lunica linea ragionevole da seguire era e resta lesproprio». Pur trovandosi in missione in Egitto con il presidente Nichi Vendola, allassessore al Mediterreneo, Silvia Godelli, è arrivata leco del parere dellAvvocatura generale dello Stato. «Mi pare - dice - che la questione fosse ovvia fin dallinizio. Non ci voleva una speciale competenza giuridica per capire che non potevano essere gli enti pubblici a farsi carico dei costi della ricostruzione di un bene privato». Per questa ragione lassessore Godelli rilancia il suo cavallo di battaglia: lesproprio. «Ho sempre detto che è lunica soluzione possibile e mi pare che i fatti mi stiano dando ragione», osserva. A questo punto tocca innanzitutto al ministero per i Beni culturali decidere che cosa fare. Considerata la sentenza della Corte costituzionale, è difficile pensare che il governo possa ricorrere ad una procedura durgenza con decreto legge. Non è detto, però, che a Roma ci sia la volontà politica di intraprendere questa strada. Lazione di esproprio per pubblica utilità potrebbe essere avviata anche dal Comune. In questultimo caso, si tratterebbe di una procedura amministrativa, con tutti i limiti e le lungaggini che ne conseguirebbero. Di certo, il parere dellAvvocatura generale dello Stato complica il cammino verso la riapertura del Teatro Petruzzelli. Il governo può anche non tenerne conto, ma in questo caso sarebbe difficile evitare lintervento della Corte dei Conti. Per questa ragione cè chi, più a Bari che a Roma, non esclude di ricominciare da capo. Nel senso di partire dalla valutazione del Teatro Petruzzelli fatta dallAgenzia del demanio (22,5 milioni) per intavolare una trattativa con i proprietari. (r. lor.)
PUGLIA - La Godelli rilancia: "Tempo perduto la strada da seguire è lesproprio"
Lassessore regionale alla Cultura ha espresso il suo parere sull'esproprio del Teatro Petruzzelli a Bari. Secondo di lui, la soluzione più ragionevole è l'esproprio, che è stata già sostenuta in passato. Il parere dell'Avvocatura generale dello Stato ha confermato che l'esproprio è la soluzione più appropriata, poiché non possono essere gli enti pubblici a farsi carico dei costi della ricostruzione di un bene privato. Il ministero per i Beni culturali deve ora decidere cosa fare, considerata la sentenza della Corte costituzionale. L'esproprio potrebbe essere avviato anche dal Comune, ma sarebbe una procedura amministrativa con limiti e lungaggini.
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