Sulla "guerra dei rumori", dopo aver letto la lettera del signor Salvini, penso "finalmente una boccata d'ossigeno". La risposta del Comune è seria e sincera: spero che adesso si passi dalle parole ai fatti. Il signor Salvini dimostra che ci sono ancora cittadini che "guardano oltre". La rivalutazione del quartiere vecchio della città dovrà passare necessariamente da un certo tipo di rivoluzione culturale. E quindi deve essere un quartiere vivibile e accogliente, dove si rispetta l'esigenza del bambino e dell'anziano, passando per la tutela di chi in centro si guadagna ogni giorno da vivere, persone che non devono essere viste come intrusi dai residenti, ma come figure fondamentali che con le loro luci rendono spesso vivo un quartiere ogni tanto un po' spento. Far coincidere queste cose non è semplice, però con un maggior dialogo e la collaborazione certi obiettivi possono e devono essere raggiunti. In questi giorni si è parlato molto del centro per rumori, petizioni e ordinanze: brutte storie. Mi auguro che tutti i locali che hanno avuto problemi possano tornare a lavorare, perché un locale che chiude porta con sé disperazione e rancore, però mi pare riduttivo pensare che la vita del centro e i suoi destini passino solo da una kermesse o un locale alla moda. Il centro storico di Siena sarà famoso perché ci sono locali modaioli, ma poi migliaia di persone ci vanno per visitare una mostra a Santa Maria della Scala o fare un giro al palazzo delle Papesse, in una cornice di pulizia, sicurezza e ordine. Qualcuno dirà che l'esempio è forzato, che non abbiamo la storia di Siena, ma la nostra Santa Maria della Scala potrebbe essere il Cassero della Fortezza medicea. Insomma, il progetto di un centro storico, piccolo o grande che sia, dovrebbe prima di tutto valorizzare l'aspetto culturale e sopra a questo costruire la sua identità economica e sociale. Il percorso inverso mi pare superficiale e confuso. Sono d'accordo sul fatto che l'illuminazione del centro in alcuni punti è inquietante, che molti angoli sono trascurati, che la questione traffico sia ancora ambigua e lo sviluppo del decoro urbano approssimativo. Problemi che abbracciano tanti anni e più amministrazioni. Non c'è bisogno di essere Renzo Piano per capire come la concezione urbanistica e squisitamente estetica del centro sia stata trascurata da troppo tempo. Come non pensare al progressivo abbandono delle mura medicee, al mistero della biblioteca Chelliana, fino ad un museo Archeologico che andrebbe stimolato di più. Finché molte persone discuteranno sul perché quella festa si è fatta lì e non là, sul perché quello è entrato con la macchina e quello no, un vero salto di qualità non ci sarà mai. Anch'io lavoro in centro, quindi sono sensibile allo "shopping", ma credo che tutto questo sarebbe ancora di più stimolato da una visione generale del centro, una visione che parta dal decoro urbano e dalla sicurezza e fornisca al cittadino almeno due o tre motivi validi per entrare dentro la cinta muraria, non un semplice "struscio". La mentalità del "domani mattina" è a suo modo legittima, ma non può riguardare un investimento importante per un centro storico degno di tal nome. Alessandro Nardini
GROSSETO - Serve un progetto culturale perché la gente lo frequenti
Il signor Alessandro Nardini esprime la sua speranza che il Comune di Siena si impegni a passare dalle parole ai fatti per risolvere i problemi del centro storico. Egli sostiene che il quartiere deve essere un luogo vivibile e accogliente, dove si rispetti l'esigenza di tutti i cittadini, compresi i bambini, gli anziani e le persone che lavorano nel centro. Nardini critica la mancanza di dialogo e collaborazione tra le parti interessate e sostiene che il centro storico di Siena deve essere valorizzato per il suo aspetto culturale, economico e sociale.
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Bene culturale
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