D'accordo con la Soprintendenza vuole sfrattare i banchi: «Sembra una casbah». Ma loro non si spostano In quell'agglomerato di chioschi, che il sindaco ha soprannominato casbah, si trova di tutto: dalle porcellane cinesi alle terracotte lucane, dalla pelletteria napoletana alle cartoline con la Fontana dell'Organo, dall'amaro di Tivoli a mini sculture in travertino. Souvenir che tanto piacciono ai turisti in visita a Villa d'Este; un grattacapo senza uscita per l'amministrazione comunale e per la Soprintendenza dei beni architettoni del Lazio. «Deturpano la piazza. Tolgono decoro a un monumento Une-sco». Accuse recepite come insulti dai commercianti che da mezzo secolo smerciano quei gadget a due passi dalle fontane delle meraviglie. E che all'annuncio del loro sfratto, hanno risposto: «Grazie mille. Noi da qui non ce ne andiamo». Ultimo atto della guerra dei chioschi, a Tivoli. Il sindaco, Marco Vincenzi (Ds) la vorrebbe risolvere così: trasferimento in un parcheggio all'ingresso della città e una raffica di incentivi. Diecimila euro per chi se ne va e acquista un chiosco nuovo, duemila per chi conserva quello vecchio, e, per tutti, l'esonero dalla tassa per l'occupazione di suolo pubblico per un anno. Il Comune ha firmato la delibera. I commercianti hanno presentato ricorso al Tar. «Se è una questione estetica, bene dice Mi rella Conti . Rifaremo il lifting ai chioschi. Li compreremo d'epoca». «Sto qui dal '55 e ci lascerò i nipoti aggiunge Fer nando Efredi . Certe soluzioni vanno concertate, non imposte. Non siamo abusivi». Il soprintendente Costantino Centroni, invece, è preoccupato: «Lì, è vero, è una casbah. Edicole e gadget ostacolano persi-nò il passaggio ai turisti. Manca un criterio estetico. È un pezzo che rimesco chiede una soluzione razionale». Ecco quella presa. Trasferimento per i 19 chioschi in un parcheggio vicino ad un capolinea Cotral e a un check point per pullman turistici. «Prima ci hanno chiuso Villa d'Este di notte, poi hanno tolto l'acqua alle fontane per dieci anni, ora , taglia corto uno dei banchisti, Rocco Torriero ci vogliono uccidere con lo smog».
Villa d'Este, il sindaco alla guerra dei chioschi
Il Comune di Tivoli ha deciso di sfrattare i 19 chioschi presenti nella piazza del Casbah, che sono stati accusati di ostacolare il passaggio dei turisti e di mancare di un criterio estetico. I commercianti hanno risposto con gratitudine, affermando di non voler lasciare la zona. Il sindaco ha proposto un trasferimento dei chioschi in un parcheggio vicino ad un capolinea di autobus e un check point per pullman turistici, con incentivi economici per chi si sposta. I commercianti hanno presentato un ricorso al Tar, mentre il soprintendente dei beni architettonici del Lazio ha espresso preoccupazioni sulla mancanza di un criterio estetico e sulla necessità di una soluzione razionale.
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