Lultimo atto wagneriano è una festa commossa Lo striscione per i 73 anni di Mehta, gli applausi allOrchestra e allallestimento La leggenda è finita. Il Walhalla è stato divorato dalle videofiamme e dagli applausi. Arsa la reggia degli dei, rappresentata dalla Fura dels Baus con la piramide umana che aveva concluso Loro del Reno, immagine clou del prologo della Tetralogia wagneriana e che qui ritorna insieme alle figlie del Reno immerse nei tre cubi di plexiglass pieni dacqua, seguendo la tecnica dei leit motiv tanto cara al compositore. Sul palcoscenico del Comunale è successo di tutto: le Norne hanno cantato a mezzaria, invadendo il palcoscenico di fili reali e virtuali, proiettati sugli schermi; Sigfrido ha solcato mari di bottiglie di plastica per giungere alla reggia dei loschi Ghibicunghi, viscidi e avidi umani che vestono abiti da discoteca di oggi (e Gutrune è una viziosa ninfetta svampita con look vagamente anni Sessanta) e vivono in una specie di Second Life deteriore lambita da acque putride, inquinate; anche Sigfrido smette i suoi abiti di pelliccia e i suoi dreadlocks barbarico-punkabbestia vestendosi di abiti civilissimi, bancari, completo giacca e pantalone, assimilato alle bassezze degli uomini, lui eroe divino che morirà per mano degli umani. Si sono visiti amplessi e orge. Come sempre, la Fura ha meravigliato, giocando su un allestimento acido, venato da una psichedelia malata. Mehta ha commosso, lOrchestra del Maggio entusiasmato: quellentusiasmo i professori fiorentini se lo godono lì, sul palco, nei ringraziamenti finali. Insieme ai cantanti, ai figuranti, a quelli della Fura, ai tecnici. Una festa. Fino in fondo, perché dimprovviso sui grandi schermi che hanno fatto da scenografia a tutto il Ring, appare la scritta "Buon compleanno maestro". 73 anni. Scrosciano gli applausi, in questo giorno fortunatissimo per il Maggio, rallegrato dalla notizia di un ennesimo premio Abbiati per Phaedra di Henze. Le ovazioni, però, non sedano le polemiche. Berlusconi annuncia il suo arrivo a Firenze per sostenere la campagna elettorale del suo candidato sindaco Giovanni Galli. «Perché - chiede il presidente della commissione cultura in Palazzo Vecchio Dario Nardella - stasera non cè nessun rappresentante del governo? A Berlusconi Firenze interessa solo come città da conquistare?». Lapplauso più importante è quello del sovrintendente della Scala Stephane Lissner, «sono qui anche per solidarietà tra fondazioni lirico sinfoniche, e per amicizia con Mehta e la Fura». Molti teatri sostengono che Milano è fin troppo favorita nel panorama dei finanziamenti del governo: «Siamo un teatro molto complesso, abbiamo un museo, unaccademia di ballo, 300 sere di spettacolo lanno». Una coproduzione con Firenze, è auspicabile? «E perché no?». Stasera il Maggio continua al Comunale (20.30) con il primo appuntamento dellintegrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven: dirige Mehta, solista Rudolf Buchbinder.