Fino al 30 agosto. Tra disegni, dipinti e filmati Vascelli volanti orologi e compassi tutte le macchine del genio di Vinci I moti mentali. La visione e larte. I muscoli che si ramificano nel corpo come alberi. La forza dellaria. La forza dellacqua. La furia degli elementi. Le macchine. Le espressioni del viso, specchio di quelle dellanima. La luce e i colori nei dipinti. Lo studio della composizione. Le sculture e il teatro. E dunque larte, lanatomia, la tecnologia, lottica, larchitettura, lingegneria, la fisica (ante litteram) sono La mente di Leonardo, questo il titolo della mostra aperta al pubblico da domani, 1 maggio a Palazzo Venezia (fino al 30 agosto, info: tel. 0632810): una mente complessa, composita, colorata che si dispiega nelle sale espositive in tutta la sua prorompente forza creativa. In un allestimento che tenta, come spiega il curatore della mostra Paolo Galluzzi, di far scoprire il genio di Leonardo nelle sue molteplici e multiformi declinazioni. Si parte dallo "Studio di Leonardo", la prima sezione, con riproduzioni, dai vari codici, della sua penna stilografica, dei compassi (per ellissi, parabole, epicicloidi), della tavola pitagorica. Si passa poi alla "Grammatica delle forme", con sculture in gesso come quella dellornitottero, un mitologico uomo-uccello, che Leonardo disegnò nel "Codice sul volo degli uccelli", o modelli come il "Vascello volante". La III sezione è dedicata a "Il movimento agente universale" con macchine come il leone meccanico, lorologio planetario di Chiaravante (dal "Codice Atlantico"), la macchina volante. La IV sezione è infine dedicata a "La scienza della pittura" con modelli come il prospettografo o la camera oscura. Inaugurata per la prima volta nel 2006 a Firenze, alla sua seconda tappa, in Giappone, al Museo nazionale di Tokyo, in soli 3 mesi ha totalizzato oltre 900 mila visitatori, un record assoluto che nel 2007 ne fece la mostra più visitata del mondo. Con qualche pezzo in più, come i due dipinti della Leda con il cigno ora lesposizione arriva nella capitale, per iniziativa della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e lorganizzazione di Civita e Opera Laboratori Fiorentini. In mostra anche alcuni studi preparatori per lAdorazione dei Magi che sottolineano il metodo, scrupoloso, quasi maniacale, che Leonardo usò per ogni singolo dettaglio della grande pittura murale della Battaglia di Anghiari, andata perduta. Tra le tantissime macchine e modelli costruiti da artigiani fiorentini seguendo i suoi disegni, il colosso Sforza, un cavallo di dimensioni ciclopiche che il maestro realizzò studiando ogni minimo dettaglio per la sua fusione, il suo spostamento, la sua collocazione, la cui storia è raccontata in un video che chiude la mostra.