«E' curioso che la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena - ricorda l'ex direttore della Civica Walter Guadagnini - abbia deciso di acquistare fotografie, per un condivisibile progetto collezionistico, che in alcuni casi sono doppioni di scatti conservati nei depositi della Civica. Pensiamo ad esempio ai tanti lavori di Franco Fontana. A Modena ci sono tante attività culturali, ma da fuori si ha l'impressione siano un po' casuali». Guadagnini, tra i maggiori studiosi italiani d'arte contemporanea, ritorna a parlare di organizzazione artistica modenese dopo anni di silenzio. «Devo premettere una cosa: quando un privato di grande prestigio istituzionale e grandi possibilità eonomiche decide di investire nella costituzione di una collezione artistica non si può che essere felici della notizia. Detto ciò mi pare sia quantomeno curioso quel che succede nella nostra città». Walter Guadagnini - direttore della Civica di Modena dal 1995 a fine 2004, ora docente, curatore e presidente della commissione di Unicredit Banca per l'arte contemporanea - accetta di esporre le sue opinioni di esperto ed è piuttosto raro in un mondo, quello dell'arte, dove in genere cè timore a dir la propria, preferendo accoltellarsi alle spalle. Salvo poi scambiarsi sorrisi in pubblico. Guadagnini, cosa le sembra curioso? «E' curioso che la Fondazione ex bancaria di una città sostanzialmente piccola come Modena da un lato sostenga la Galleria Civica con grande impegno economico (si parla di una cifra di circa 500mila euro all'anno, ndr.) e dall'altro decida di dotarsi di una collezione propria, costituita senza tenere presente le collezioni presenti in Palazzo Santa Margherita. Occorre ricordare che conservate nei depositi della Civica ci sono centinaia di fotografie e in alcune occasioni, è il caso di Franco Fontana, si tratta di veri e propri doppioni di quanto poi acquistato dai nuovi responsabili della collezione della Fondazione». Il nuovo progetto collezionistico della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena è affidato a Filippo Maggia - già collaboratore della Civica, anche di recente - e sta portando alla nascita di un importante nucleo dedicato alle maggiori scuole fotografiche del mondo, compresa quella italiana di cui ora sono esposti numerosi esempi al Sant'Agostino nella mostra Uno. Basilico, Fontana, Ghirri, Iodice, Vaccari. Secondo lei che occorrerebbe fare? «Grande merito va dato alla Fondazione che già negli anni finali del mio mandato e anche con le ultime edizioni di «Modena per la Fotografia» finanziava le attività espositive, ma una maggiore collaborazione non guasterebbe. In questo modo si percepisce invece un netto distacco tra le due istituzioni e trovo sia piuttosto insensato perché alla Civica ci sono nei depositi centinaia di foto dei maggiori fotografi del mondo, provenienti dalla raccolta fotografica di Franco Fontana, acquisite dall'ex direttore Gualdoni e poi da me. Ricordo che anni fa a seguito di queste attività era balenata l'idea di costituire una collezione museale aperta al pubblico, ma poi il Comune cambiò, legittimamente sia chiaro, idea». L' ormai ex direttrice Vettese però, pensa che le sale della Civica non fossero adatte a esporre le collezioni permanenti, perché sarebbe necessario spezzettare le collezioni visti gli spazi non particolarmente estesi a disposizione. «Qui siamo nel campo delle opinioni, ed ognuno giustamente può avere la sua. Quel che posso dire è che durante i miei anni di direzione abbiamo realizzato tre mostre con cataloghi delle collezioni, conservate in depositi ben organizzati, e abbiamo anche portato a Linz una rassegna dei capolavori fotografici. Quel che è certo è che analizzando le cose dall'esterno viene da chiedersi: perché non si mettono daccordo, trattando i medesimi argomenti? A meno che si stia pensando a un unico museo, nel qual caso almeno si risparmierebbero denari». Curioso anche questo? «Sì, come lo è il fatto relativo all'acquisto da parte della Fondazione dell'Archivio degli scatti fotografici della Biennale di Venezia, presentati anche alla Guggenheim. Ma che fine ha fatto quel prezioso materiale? Perché è calato il silenzio su un progetto di grande importanza? Ogni volta che cambia un segretario generale o un direttore si cambia strategia? I progetto collezionistici dovrebbero avere una continuità al di là dei singoli responsabili. In pratica adesso ci sono a Modena due nuclei collezionistici''abbandonati'', speriamo che la terza sia la volta buona....».
MODENA - Guadagnini: Serve un regista per l'Arte
La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha deciso di acquistare fotografie per un progetto collezionistico, che in alcuni casi sono doppioni di scatti conservati nei depositi della Galleria Civica di Modena. Il direttore della Civica, Walter Guadagnini, ritorna a parlare di organizzazione artistica modenese dopo anni di silenzio. Guadagnini è felice della notizia, ma trova curioso che la Fondazione abbia deciso di dotarsi di una collezione propria, senza tenere presente le collezioni presenti in Palazzo Santa Margherita. La Fondazione ha finanziato le attività espositive della Galleria Civica, ma una maggiore collaborazione non guasterebbe.
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