Una rogatoria internazionale per fare chiarezza sul trasferimento fuori dai confini nazionali dei reperti appartenuti alla collezione del lord scozzese Francis Neville Reid e custoditi a villa Rufolo. È stata avviata dalla procura di Salerno, che ha chiesto l'intervento dei giudici statunitensi che ieri pomeriggio hanno ascoltato in videoconferenza da villa Rufolo Anna Cicalese, la figlia dell'ultimo custode del complesso prima dell'acquisto da parte dell'Ept, la soprintendente ai beni archeologici Maria Luisa Nava, e il direttore di villa Rufolo, Secondo Amalfitano. A Ravello, accompagnato da alcuni funzionari dell'ambasciata e dai carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio di Roma e Napoli, è giunto anche il pm Angelo Frattini che nel dicembre scorso ha aperto un fascicolo dopo gli articoli della vendita dei reperti da parte di Sotheby's pubblicati dal Mattino e più in particolare dopo la denuncia di Amalfitano che mise in moto la macchina giudiziaria. L'inchiesta, dunque, sta andando avanti per accertare se quei reperti siano stati o meno trasferiti da Ravello in un periodo successivo ai due decreti (1913 e 1949) con cui veniva tutelato da parte dello Stato italiano l'intero patrimonio del complesso architettonico e a cui pare appartenessero un vaso di Peastum, un sarcofago e di un frammento di rilievo scolpito su marmo, il cui valore complessivo si aggirava intorno ai 70.000 dollari e che Sotheby's mise all'asta ai primi di dicembre dello scorso anno. La vicenda dell'asta newyorkese è stata dunque oggetto dell'apertura di un fascicolo da parte della magistratura che avrebbe chiesto il sequestro cautelativo dei beni, due dei quali assegnati l'11 dicembre scorso, mentre per il terzo (l'urna cineraria) fu disposto una vendita a trattativa privata. Il lungo interrogatorio, iniziato nel primo pomeriggio di ieri, si è concluso dopo oltre due ore e la presenza dei funzionari americani e del magistrato italiano è servita a garantire da un lato l'identità delle tre persone ascoltate e dall'altro un effetto di validazione delle testimonianze. «La procedura sta andando avanti - dice Amalfitano - Non voglio scendere nei particolari per lasciare lavorare con tranquillità gli inquirenti italiani e statunitensi. Il mio silenzio non mi impedisce però di essere moderatamente ottimista». La vicenda della vendita dei reperti appartenuti alla collezione Reid si trasformò a dicembre in un vero e proprio giallo anche se la presunta "spogliazione" di Villa Rufolo fu denunciata già nel 1973 da Italia Nostra. E a sostegno dell'episodio ci furono persino due interrogazioni parlamentari presentate nel dicembre 1974 dagli onorevoli Biamonte e Gargani.
CAMPANIA - Ravello. villa Rufolo.
La procura di Salerno ha avviato una rogatoria internazionale per fare chiarezza sul trasferimento dei reperti della collezione del lord scozzese Francis Neville Reid, custoditi a villa Rufolo. La rogatoria è stata richiesta per accertare se i reperti siano stati trasferiti fuori dai confini nazionali in un periodo successivo ai due decreti del 1913 e 1949 che tutelavano il patrimonio del complesso architettonico. La vicenda è stata oggetto di un lungo interrogatorio di Anna Cicalese, la figlia dell'ultimo custode del complesso, Secondo Amalfitano, il direttore di villa Rufolo, e Maria Luisa Nava, la soprintendente ai beni archeologici.
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