In mostra fino al 31 dicembre Metri e metri di pitture a fresco di Ercolano e Pompei tornano a risplendere nel Museo archeologico di Napoli. Dopo circa dieci anni di studi e restauri vengono riaperte al pubblico le quattordici sale del primo piano del museo con una grande mostra della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, "La pittura pompeiana", a cura di Mariarosaria Borriello e Valeria Sampaolo, che si inaugura oggi alle 18.30 e si può visitare fino al 31 dicembre. Una collezione unica al mondo che ci restituisce limmagine dellarte del dipingere nellarea vesuviana, prima delleruzione del 79 dopo Cristo. La raccolta di pittura ad affresco, che arriva in via definitiva allallora Real Museo Borbonico nel 1827, è frutto delle molteplici campagne di scavo iniziate a Ercolano nel 1735, per volontà di Carlo di Borbone, e proseguite in seguito a Pompei. Grazie a un nuovo allestimento sarà possibile ricongiungere gli oltre quattrocento manufatti di pittura parietale, ridotta dopo il "distacco" in quadri incorniciati, ai luoghi dorigine. Non più solo un percorso cronologico e tematico, ma la possibilità di aiutare il visitatore a immaginare le collocazioni e provenienze di queste opere darte. La villa di Boscoreale, la Casa di Giasone, di Meleagro e quella dei Dioscuri ospiteranno di nuovo i loro cicli decorativi, ricostruendo "idealmente" lintegrità dei luoghi da dove erano stati distaccati. La sezione ercolanese e pompeiana del museo costituisce un eccezionale documento della storia della pittura di età romana, nella sua evoluzione e varietà, dal Secondo al Quarto stile, di cui però purtroppo non ci sono pervenuti i nomi degli autori. Si sa di una pittrice, Iaia di Cizico, vissuta intorno al 100 avanti Cristo, e di cui in mostra, quasi a conferma delle fonti, viene esposto un quadro che ritrae una donna seduta a dipingere al cavalletto. La mostra presenta il primo affresco staccato a Pompei nel 1748 e inizia con rappresentazioni del Secondo stile, poiché il Primo stile, non essendo figurato, non venne mai staccato per le raccolte museali. Il Terzo stile definito anche "ornamentale" è caratterizzato da elementi decorativi nei quali predomina il paesaggio sulla figura umana. Il passaggio tra il Terzo e il Quarto stile del periodo tra Claudio e Nerone ritrova il gusto per le architetture scenografiche e quadri mitologici. Si aprono così le porte della Casa del Poeta Tragico e si ammirano le scene di "Achille e Briseide", "Le nozze di Hera e Zeus", e "Il Sacrificio di Ifigenia". Nella pittura pompeiana vengono spesso rappresentati paesaggi, scopriamo ritratti di personaggi del tempo e nature morte, che gli antichi chiamavano xénia (parola greca che significa "doni ospitali"). I primi, inizialmente, fanno da sfondo a scene mitologiche di gusto idillico, e poi dopo la conquista romana dellEgitto, vengono spesso raffigurati e ambientati sulle sponde del Nilo con pigmei, coccodrilli. Tra la galleria di ritratti, Saffo e la coppia formata da Paquio Procolo e da sua moglie. In mostra anche un filone più popolare e curioso ovvero le decorazioni delle insegne del tempo di taverne e botteghe. (renata caragliano)
NAPOLI - Nelle sale dellArcheologico la vita prima dellanno 79
Il Museo archeologico di Napoli ospita fino al 31 dicembre una mostra di pitture a fresco di Ercolano e Pompei, "La pittura pompeiana". La raccolta di pittura ad affresco è stata riunita grazie a campagne di scavo iniziata nel 1735 e arriva in via definitiva al Real Museo Borbonico nel 1827. La mostra presenta oltre 400 manufatti di pittura parietale, ridotta dopo il "distacco" in quadri incorniciati, ai luoghi d'origine. La sezione ercolanese e pompeiana del museo costituisce un eccezionale documento della storia della pittura di età romana, dalla Seconda alla Quarta età.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo