Venezia Oggi è il giorno decisivo per la Mostra del Cinema: alle 17 è convocato il consiglio di amministrazione della Biennale, che innanzitutto sottoporrà al direttore designato, Marco Mller, il contratto che dovrebbe mettere al riparo la sua gestione dalle accuse di conflitto di interesse, a causa della sua attività di produttore, e in secondo luogo esaminerà le linee guida del suo progetto di Mostra. Un appuntamento atteso e delicato, dopo l'appuntamento a vuoto di due settimane fa, quando il consigliere espresso dalla Regione Valerio Riva aveva avanzato le prime riserve sulla posizione di Mller. Nel frattempo si è appreso che il direttore avrebbe già ceduto le sue quote di maggioranza della società di produzione Downtown, che opera con Fabrica e con RaiCinema, mantenendo una quota del 18 che sarebbe però in procinto di lasciare, rinunciando ai compensi e preparandosi ad abbandonare le poltrone di presidente e amministrazione delegato non appena il Cda avrà ratificato il suo accordo con la Biennale. Basterà ai consiglieri di amministrazione? L'impressione è che "dovrà" bastare, anche perchè difficilmente il Consiglio si prenderà la responsabilità di rimettere tutto in discussione a quattro mesi dalla mostra, e con contatti già avviati da Mller. Ma non sarà una passeggiata: anche perchè c'è chi aspetta al varco il direttore anche sul suo ruolo in una seconda casa di produzione, la Riforma Film, costituita a Lugano assieme ad un gruppo di produttori elvetici indipendenti. E chi (ancora Riva) paventa le simpatie no global di Mller, che vorrebbe portare a Venezia anche il film anti Bush di Michael Moore. A rivelare la delicatezza del passaggio di domani ci sono le inedite difficoltà fra lo stesso Valerio Riva e il Governatore Galan, che ora si trova nella scomoda posizione di dover scegliere se avallare le critiche del suo esponente in Cda, oppure se esonerarlo definitivamente dall'incarico. Certo non gli deve aver facilitato il compito la recente, dura dichiarazione del ministro Urbani, secondo cui le osservazioni di Riva sul conflitto d'interessi sono «una sciocchezza detta da una persona sciocca». Il risultato è che il consigliere - a cui la delega per partecipare alle riunioni del Cda della Biennale dev'essere confermata di volta in volta - fino a ieri sera non aveva ancora ricevuto la convocazione, mentre si faceva strada l'ipotesi che a partecipare sarebbe stato lo stesso Galan. Il presidente ha rilasciato una dichiarazione secondo cui «é necessario distinguere tra ciò che è accaduto lo scorso 14 aprile nel consiglio d'amministrazione da quanto è stato reso noto in seguito, a più riprese, su vari organi di stampa. Sono questi i motivi che mi convincono a ritenere urgente da parte mia il poter conoscere lo stato reale di quanto avviene in Biennale, nella convinzione e con l'auspicio che mediante trasparenza e coscienza venga chiarito ciò che deve essere chiarito, affinchè i programmi previsti dalla Biennale 2004 non abbiano a patire ritardi o ulteriori difficoltà". Per chiarire le posizioni, dunque, Riva e Galan si incontreranno oggi pomeriggio in un albergo di Mestre: «in territorio neutro», commenta il giornalista, che però non nasconde il disagio per non aver potuto parlare con Galan prima, e annuncia che per quanto lo riguarda «non recederò di un millimetro. Lo faccio anche per tutelare la Biennale: cosa accadrà se domani un produttore escluso dalla Mostra si rivolgerà al giudice rilevando problemi nella posizione del direttore? Quello che temo è che la Biennale finisca sotto il controllo di una cupola, quella di Rai Cinema e di Mediaset, e che la Mostra del Cinema si trasformi in Telegatto». E Riva non è isolato. Ad esprimergli solidarietà è anche un altro consigliere, Amerigo Restucci, rappresentante della Provincia, secondo cui «è di cattivo gusto che Riva non sia stato convocato, soprattutto dopo che Galan aveva detto così apertamente di ritenere giusto delegare ad altri il suo ruolo in Biennale, visto che era stato eletto per governare la Regione e non andare nei Cda». Insomma, la vigilia è stata incandescente, anche perchè gli stessi consiglieri non hanno potuto visionare coi cinque giorni di anticipo, come sempre accaduto, la documentazione che verrà sottoposta stasera alla loro approvazione, cioè il contratto di Mller elaborato dagli uffici legali. «Tenuto conto della particolare delicatezza dell'argomento posto all'ordine del giorno - ha scritto loro infatti il presidente Croff - vi informo che contrariamente alla norma i materiali vi verranno forniti al momento del consiglio». «Siamo ridotti a fare i convitati di pietra», commenta Restucci, annunciando battaglia anche su un'altra questione, quella dell'Archivio Storico, che versa in condizioni penose.
Biennale e nodo Muller, vigilia infuocata per la Mostra del cinema
Il direttore designato della Biennale, Marco Mller, è stato convocato dal consiglio di amministrazione per una riunione di emergenza alle 17. Il consiglio dovrà sottoporre al direttore il contratto che lo metterà al riparo dalle accuse di conflitto di interesse. Inoltre, il consiglio dovrà esaminare le linee guida del progetto di Mostra. Il direttore Mller ha già ceduto le sue quote di maggioranza della società di produzione Downtown, che opera con Fabrica e con RaiCinema. Moller ha anche ceduto le sue quote di maggioranza della società di produzione Downtown, che opera con Fabrica e con RaiCinema. Il presidente della Regione, Valerio Riva, ha avanzato le prime riserve sulla posizione di Moller.
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