Valentini: «Non mettiamo fretta, ma attendiamo una risposta» «Mai ventilata l'ipotesi di andarcene» LUCCA. La proprietà della Lucchese scende in campo sulla questione stadio. Dall'inizio della prossima settimana e per tutto il mese di maggio inizierà un giro di consultazioni per capire gli orientamenti delle forze sociali ed economiche della città nei confronti della "Cittadella dello sport" con annesso centro commerciale e multisala che dovrebbe sorgere a San Donato. Ma si parlerà anche del futuro immediato della squadra rossonera che è trionfalmente ritornata nel calcio professionistico. Inoltre è già partito un "sondaggio" demoscopico per conoscere il parere dei cittadini sul progetto che renderebbe economicamente autosufficiente la rinata Lucchese Libertas, controllata per l'85 dalla Società di Sviluppo Sportivo. La quale ha da tempo in mente un nuovo stadio che prenda il posto del vecchio Porta Elisa. Le acque, insomma, si stanno muovendo. E quello compiuto dal sodalizio targato Giuliani-Valentini è un passo importante. Che ribadiscono la volontà di andare avanti un'altra stagione per rilanciare la squadra rossonera dopo averla riacciuffata per i capelli dal fallimento di Hadj e riportata, unica tra le nobili decadute, tra i professionisti dopo solo un anno di transizione. Nessun ultimatum. «Nessuno ha ventilato l'ipotesi di andarsene alla fine di questa stagione senza il via libera per lo stadio - dice l'architetto Giovanni Valentini per sgombrare il campo da illazioni prive di fondamento. Anzi, abbiamo progetti molto importanti. Vorremmo arrivare almeno alla serie B nei prossimi cinque anni. Mi sembra altrettanto evidente che prima di investire dobbiamo avere risposte chiare e nei tempi giusti. Ma non abbiamo posto ultimatum come, invece, ho letto da qualche parte. Questa campagna di disinformazione non aiuta la Lucchese e il suo futuro». Gli incontri. Intanto, per la prossima settimana Giuliano Giuliani, amministratore unico del gruppo Cipriano, Giovanni Valentini, amministratore delegato di Valore, ed Ugo Giurlani, presidente di Polis, insieme al vice-presidente Fabrizio Nieri (Pagine Sì), hanno programmato una serie di incontri con le associazioni di categorie (Ascom, Confesercenti e Camera di commercio), gli opinion-maker lucchesi e gli organismi sportivi della città e della provincia di Lucca. Un percorso finalizzato a raccogliere pareri, consigli, visioni su un progetto complesso ed articolato che deve essere il più possibile condiviso. «Innanzitutto, abbiamo esigenza di capire l'atteggiamento delle forze socio-economiche della città - dice Valentini -. Sapere come la pensano, quali sono le loro eventuali perplessità, e spiegare loro la nostra idea di stadio e i benefici che deriverebbero per la collettività da una struttura del genere, i cui costi, ribadiamo, non andrebbero a ricadere sulle tasche dei cittadini. E nello stesso tempo capire quanto sta a cuore la Lucchese. Visto che una squadra è anche patrimonio della città che rappresenta. Questo anno è stato denso di soddisfazioni e potrebbe chiudersi in maniera trionfale con la vittoria dello scudetto». Valentini non nasconde una punta di rammarico in relazione alle poche manifestazioni d'affetto nei confronti della squadra e della dirigenza che hanno compiuto una grande impresa. «Ho la sensazione che l'evento della promozione sia stato accolto con una certa indifferenza. Mi sarei aspettato un ringraziamento dalla parte nobile della città. In fin dei conti siamo stati promossi al primo tentativo ed abbiamo ripreso il marchio della Libertas. La Lucchese dei record merita più attenzione». Per ora da parte della giunta Favilla soltanto una promessa che la questione del nuovo stadio quanto prima sarà discussa nelle sedi istituzionali. «Si sa, l'imprenditoria ha i suoi tempi e la politica ne ha altri - ammette Valentini -. La questione, essendo di interesse urbanistico, necessità di passaggi politici obbligatori prima di approdare al consiglio comunale. Non mettiamo fretta a nessuno. Ma una risposta deve arrivare per potere programmare il futuro sportivo della Lucchese». Le opposizioni. È logico che la realizzazione del nuovo complesso rischia di portare dei contrasti, specialmente da parte della piccola distribuzione, degli ambientalisti e dei cittadini della zona interessata ai lavori. «Non intendiamo compiere forzature ma sederci a un tavolo assieme a tutte le componenti. Siamo disposti anche a studiare anche altri tipi di soluzioni in grado di generare una rendita costante». Intanto, in attesa che al tavolo di concertazione, è stata avviata un'indagine condotta dall'agenzia di comunicazione Media 51. Un gruppo di intervistatori svolgerà una ricerca capillare su un campione di 1500 persone. Un lavoro meticoloso, che costerà migliaia di euro, svolto a domicilio con un centinaio di domande che spazieranno in vari campi (sport, cinema, musica, ecc.). «Questo passaggio servirà per conoscere le reali esigenze dei cittadini e capire cosa realizzare nel nuovo complesso. Sappiamo bene che ci sono opinioni favorevoli ma anche contrarie. Vorrei fosse chiaro, però, che siamo aperti al confronto, anche ad apportare modifiche al progetto». Nicola Nucci
LUCCA - URBANISTICA: Sondaggi e incontri sul nuovo stadio
Giovanni Valentini, amministratore delegato di Valore, ha annunciato che la Lucchese non si andrà a trasferire a San Donato e che il progetto del nuovo stadio sarà discusso nelle sedi istituzionali. La società ha in mente un nuovo stadio che prenderà il posto del vecchio Porta Elisa e ha già iniziato un giro di consultazioni per capire gli orientamenti delle forze sociali ed economiche della città. Il progetto include anche un centro commerciale e una multisala. Valentini ha ribadito che la società non ha posto ultimatum e che vuole arrivare almeno alla serie B nei prossimi cinque anni. Ha anche annunciato che un sondaggio demoscopico è stato avviato per conoscere il parere dei cittadini sul progetto.
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