Dopo l'esplosione del caso Ceppellini, l'attenzione si sposta sulle nomine degli altri tre consiglieri ancora in gioco. Penai, Biasotti e Lorenzelli, protagonisti dello scontro attorno alla nomina di Nucci Novi Ceppellini, fanno scendere il silenzio sulla polemica. Anzi da via Fieschi arrivano segnali di pace: «Tanto rumore per nulla» dice il vicepresidente Plinio. Intanto si affacciano i nomi di Messina e Rosina. Tacciono. Dopo la nomina di Nucci Novi Ceppellini nel Consiglio di Amministrazione del Carlo Felice da parte della Fondazione Carige, i protagonisti della auerelle tacciono. Parliamo del sindaco Pericu, del presidente della Regione, Sandro Biasotti, "registi" di un accordo politico finalizzato alla nomina del sovrintendente, e del presidente della Fondazione Carige, Vincenzo Lorenzelli che salendo su un aereo per Roma fa giusto in tempo a pronunciare il fatidico "no com-ment". Da via Fieschi, intanto, arrivano segnali di pace: il vicepresidente Gianni Plinio getta acqua sul fuoco e si mostra ottimista. «Tutto si sbloccherà -esordisce - forse si è fatto molto rumore per nulla, la tempesta attorno a Novi Ceppellini potrebbe essere un gioco delle parti. Come Regione siamo sereni, comunque non voglio scendere in polemica ma solo ricordare la serietà e l'indipendenza di pensiero dimostrati dalla signora Novi come assessore alla cultura». Ma questo scontro potrebbe riaprire i giochi, che sembravano fatti, per l'incoronazione di Gennaro Di Benedetto come successore di Nicola Costa? «Non so, se fosse così ci sarebbero davvero delle trame occulte...io non credo che ci siano "grandi vecchi" in questa vicenda, ma se qualcuno tira le fila dietro le quinte lo faremo venire allo scoperto». Dunque si volta pagina neir'incidente-Ceppellini", la nomina della discordia? Ciò che è accaduto (il sindaco che per la prima volta perde il suo fair play e chiede addirittura le dimissioni di Ceppellini dal consiglio di via Fieschi) va interpretato. Più che un attacco alla persona sembra uno stop, dichiarato a chiare lettere, ad altre nomine di targa politica. Quali? Quelle dei tre nuovi consiglieri che - com'è ormai noto - dovranno essere scelti con la prassi della cooptazione dagli attuali quattro membri, che rappresentano Comune, Regione, Ministero e Fondazione Carige. Per una di esse aumentano di giorno in giorno le quotazioni del vicesindacp Alberto Ghio che, ricordiamo, è decaduto automaticamente per statuto dalla carica di consigliere con la trasformazione del Consiglio, dopo il decreto Urbani e il conseguente ingresso della Fondazione Bancaria. Ghio ritornerebbe, ovviamente come candidato di Pericu, e godrebbe sia dell'appoggio del consigliere della Regione, Sergio Catozzo (Udc) sia di quello dei sindacati, anche di quelli autonomi che in teatro sono molto potenti. A questo punto resta il pressing verso gli altri due scranni liberi. E non è una partita da poco. Perché Pericu-Ghio (continuando nella metafora calcistica) giocherebbero contro Catozzo-Ceppellini, questi ultimi due di fatto supportati dall'editore Gianfranco De Ferrari che non è un politico ma deve comunque rispondere al ministro Urbani. Ed ecco che il bilancino degli schieramenti si sposta sui due "mister x" che potrebbero entrare in consiglio lunedì, sempre che il sindaco confermi ufficialmente la convocazione del CdA. L'ennesimo toto-nomine sta mandando in fibrillazione i "palazzi". Qualcuno ha speso il nome di Raffaella Della Bianca, consigliere comunale di Forza Italia, e di Mario Menini (idem) ma quest'ultimo sembra ormai sorpassato dalla nomina della Ceppellini. In realtà la "filosofia" che si va facendo strada sarebbe un'altra e punterebbe, come si diceva, non ad esponenti politici ma a professionisti o imprenditori. Nomi di spiceo cominciano a circolare, dall'armatore Ignazio Messina all'ex amministratore delegato della Finmare, e tuttora imprenditore nello shipping, Alci-de Ezio Resina. «L'importante -confida De Ferrari - e puntare alto a persone che abbiano autorevolezza e prestigio». Ma, vien da dire con il buonsenso dell'uomo della strada, cosa c'entrano gli imprenditori con la lirica? C'entrano eccome, perché con la scelta - se sarà confermata - di Di Benedetto, "uomo d'ordine" con collaudata esperienza nella gestione del personale da Genova a Milano a Roma, da un preciso segnale: il teatro va gestito managerialmente, basta con gli sprechi e niente sperimentazioni. Tanto più che le manifestazioni teatrali saranno di certo un fiore all'occhiello all'interno di quelle per il 2004 e ci vorranno molti, molti quattrini. Quindi, piuttosto che esperti di do di petto, meglio avere dei personaggi capaci di fare da volano con le realtà produttive. Capaci di raddrizzare la baracca sinistrata dei finanziamenti.
Carlo Felice, l'ora degli imprenditori - Stop ai politici in Consiglio di Amministrazione
Il sindaco Pericu e il presidente della Regione, Sandro Biasotti, sembrano aver trovato un accordo politico per la nomina del sovrintendente del Teatro Carlo Felice. Il vicepresidente Gianni Plinio ha espresso ottimismo sull'eventuale nomina di Gennaro Di Benedetto come successore di Nicola Costa. I tre nuovi consiglieri del Consiglio di Amministrazione del Teatro Carlo Felice dovranno essere scelti con la pratica della cooptazione dagli attuali quattro membri. Il sindaco Pericu e il presidente della Regione sembrano aver trovato un accordo politico per la nomina del sovrintendente del Teatro Carlo Felice.
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