L'europarlamentare Frassoni contesta la regolarità dell'inceneritore nel parco regionale della Valle Lambro BRUXELLES «Gli atti riguardanti il nuovo Piano dei rifiuti della Provincia di Como sono all'esame dei commissari europei all'Ambiente, Stavros Dimas, e alla salute, Androulla Vassiliou». Lo rende noto il presidente del gruppo dei verdi al Parlamento europeo, Monica Frassoni, secondo la quale il piano è da rifare. La Provincia di Como, sostiene la Frassoni che da anni appoggia le battaglie dell'associazione ambientalista Il Crogiolo di Graziano Ciceri, ha adottato una cartografia dove sono indicati, all'interno delle aree più pregiate dal punto di vista naturalistico del parco regionale Valle del Lambro, un «nuovo termodistruttore e centri di lavorazione e trattamento dei rifiuti tossici». Tutto questo, osserva la parlamentare, «intorno ai laghi briantei ed ai confini di due siti di interesse comunitario, un'area con caratteristiche geofisiche che rimanderanno a terra emissioni letali e nanopolveri sull'alta Brianza e fino al centro del lago di Como». Secondo la Frassoni, il piano rifiuti della Provincia di Como, non è stato elaborato sulla base delle leggi e delle direttive Ue, ma di un «dichiarato proprio percorso, omettendo informazioni e dibattiti in Consiglio sulla realtà e sulle conseguenze di ciò che si sarebbe deliberato». «La violazione delle regole di procedura amministrativa in questa deliberazione - ha osservato la Frassoni in una nota - potrebbe avere implicazioni penali contro l'ambiente e la salute pubblica e per questo mi riservo di chiedere alla procura della Repubblica di Como di verificare l'eventuale abuso di potere e l'omissione d'atto d'ufficio, da parte del presidente della Provincia di Como, nell'iter di approvazione della deliberazione numero 21 del 19 febbraio 2008». L'assessore provinciale all'ambiente, Paolo Mascetti, dopo aver precisato che il piano rifiuti è stato approvato prima del suo arrivo a Villa Saporiti, afferma che la posizione della cementeria è stralciata dallo strumento attualmente al vaglio della Regione. Aggiunge che l'iniziativa della Frassoni ha sapore pre-elettorale e conclude spiegando che «il piano è fermo in Regione per un problema di cartografie e attendiamo che il Pirellone decida il da farsi. La prossima settimana andremo a Milano e affronteremo la situazione».