E' ancora emergenza frane nel territorio dei Castelli Romani. L'ultimo crollo è di giovedì sera, a Nemi. E ancora uan volta si è sfiorata la tragedia: solo grazie alla prontezza di riflessi di alcuni operai e dei vigili urbani si è riusciti a intervenire un "minuto prima" che un grosso smottamento di massi e terra si abbattesse sulla trafficatissima strada sottostante. con gravi conseguenze per i residenti e per gli automobilisti in transito. Gli operai, intenti a tagliare cespugli ed erbacce nelal zona, si sono accorti che grossi massi erano pericolosamente in bilico sulla via Nemorense, l'arteria di circa tre chilometri che collega il centro storico di Nemi con di Genzano. I vigili urbani, accorsi immediatamente, hanno chiamato i vigili del fuoco per una verifica. Non c'è voluto molto tempo per capire che il pericolo era incombente: grossi massi sono precipitati nel vuoto appena i vigili del fuoco li hanno toccati, con delle lance, dall'alto del costone. Naturalmente la strada era stata prudentemente chiusa al traffico con gravi conseguenze per la circolazione. I vigili, gli amministratori e lo stesso Alessandro Biaggi, sindaco di Nemi si sono dati da fare per cercare di risolvere l'ingorgo e per spiegare ai cittadini e agli automobilisti l'accaduto. Ingegneri e tecnici della Provincia, che erano già intervenuti a gennaio sullo stesso fronte di strada per rimettere in sicurezza i costoni, si sono messi subito al lavoro. Prezioso è stato l'intervento dei tecnici rocciatori della ditta Ms Costruzioni che hanno lavorato per un giorno intero per rimuovere i massi. Solo nella tarda serata di ieri l'arteria è stata riaperta al traffico, ma la prossima settimana squadre di specialisti e di operai della Provincia lavoreranno per sistemare altre reti di protezione e si prospettano altre chiusure. Secondo il piano predisposto dalla Provincia, via Nemorense dovrebbe restare chiusa al traffico dalle 8 alle 17 di mercoledì, giovedì e venerdì prossimo. Il condizionale è d'obbligo perché le verifiche sono ancora in corso e non si sa che cosa i geologi e gli ingegneri decideranno. I tecnici hanno fatto anche una prima valutazione sulle cause che hanno portato allo spostamento di terra e di massi di grandi dimensioni. Si è anche parlato di assestamento del terreno in seguito alle frequenti scosse del terremoto che sta colpendo l'Abruzzo. «Siamo più propensi a credere - spiega Alessandro Biaggi, sindaco di Nemi - che le cause dello spostamento siano da addebitarsi al continuo dilavamento delle acque piovane di questo inverno. Infatti un altro tratto di via Nemorense è stato assoggettato allo stato di pubblica calamità a causa delle abbondanti piogge di maggio e novembre 2008 e per rimettere tutto in sicurezza la Protezione civile regionale ha concesso un finanziamento di 220 mila euro». Altri 220 mila euro sono stati stanziati invece dalla Provincia per mettere in sicurezza il costone che stava franando ieri. «Non si può - riprende il sindaco Biaggi - intervenire a spezzoni. Il pericolo reale incombe su non più di trecento metri di via Nemorense per i quali occorre un intervento complessivo di salvaguardia e di messa in sicurezza. I soldi stanziati fino ad ora sono assolutamente insufficienti anche se l'impegno profuso dalla Provincia e dalla Protezione civile è stato encomiabile».
LAZIO - Castelli Romani. Crolla il costone su via Nemorense
In emergenza frane nel territorio dei Castelli Romani, un grosso crollo di massi e terra si è verificato a Nemi il giovedì sera. Grazie alla prontezza di alcuni operai e vigili urbani, si è evitato un disastro, ma la strada è stata chiusa al traffico con gravi conseguenze per i residenti e gli automobilisti. Gli operai erano intenti a tagliare cespugli ed erbacce in una zona dove grossi massi erano pericolosamente in bilico sulla via Nemorense. I vigili urbani e i vigili del fuoco hanno intervento immediato, ma i massi sono precipitati nel vuoto appena toccati.
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