Un "check-up" per la Gioconda : lo stato di salute del dipinto di Leonardo, senza dubbio il più famoso al mondo, desta qualche preoccupazione. La tavola di pioppo che ne costituisce il supporto ha subìto, afferma un comunicato del Louvre che custodisce il capolavoro, una «deformazione superiore a quella già individuata in precedenza»; quindi, sarà al più presto «avviata una indagine diagnostica, per conoscere meglio i materiali costitutivi dell'opera e valutare il livello attuale di fragilità del dipinto, in relazione, in particolare, alle variazioni climatiche», provocate anche dall'afflusso dei visitatori. La più famosa società al mondo che fabbrica vetrine per esposizione, il Laboratorio museotecnico di Sandro Goppion che ha sede a Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano, è già stata incaricata di realizzare una teca climatizzata, e di assoluta sicurezza, in cui sarà presto esposto il ritratto di Monna Lisa. «Tra un mese sarà pronto il prototipo; già ora, la Gioconda è conservata in una teca antiproiettile; ma la nostra sarà d'assoluta avanguardia e di assoluta sicurezza», spiega Sandro Goppion. «L'anta di protezione pesa una tonnellata; useremo vetro a bassissimo contenuto di ferro, che così permetterà una più completa e reale percezione del colore»; in effetti, ora i riflessi di quella vetrina (nella "Sala Rosa", finché non sarà completato, l'anno prossimo, il restauro di quella "degli Stati", dove la Gioconda tornerà) tendono non poco al verde. Il costo della nuova "casa" per il dipinto più famoso al mondo è stimato in 150 mila euro, e l'opera costituirà l'ennesimo "fiore all'occhiello" di una società italiana all'avanguardia nel mondo. Goppion, per citarne alcune, ha realizzato le vetrine del Tesoro della Corona a Londra; del Museo Getty di Los Angeles; delle mostre al Quirinale dei dipinti di Leonardo (la Dama con l'Ermellino e la Madonna Litta ); del museo di Olimpia; e, nel medesimo Louvre, quella del preziosissimo Codice di Hammurabi , da novembre esposto in una nuova sala, progettata da Jean Michel Wilmotte. Ma torniamo all'enigmatico sorriso di Monna Lisa. «La campagna di studio e di ricognizione rientra nel profondo rinnovamento espositivo che riguarderà la stessa Gioconda », dicono al Louvre. In effetti, l'anno prossimo, a lavori conclusi, secondo il progetto di Lorenzo Piqueras la "Sala degli Stati" sarà divisa in due ambienti: uno di 200 metri quadrati destinati solo al capolavoro di Leonardo, e l'altro, di 500, alle grandi opere del Rinascimento veneziano, a cominciare dalle Nozze di Cana di Paolo Veronese, la tela più grande esistente in Francia, sottratta da Napoleone a Venezia (era stata realizzata su misura per la parete di fondo del refettorio di San Giorgio di Andrea Palladio). Quindi, le comitive più frettolose, che del massimo museo francese ammirano la Gioconda e poco altro, godranno di un percorso che darà il minor fastidio possibile agli altri visitatori. «Visto che, comunque, il capolavoro di Leonardo va spostato, e quindi tolto da dove adesso si trova, abbiamo pensato, contemporaneamente, sia di svolgere gli esami sul suo stato di conservazione, sia di dotarlo di una nuova e modernissima teca». Sulle reali condizioni di salute del dipinto, però, bocche come suol dirsi cucite: «C'è stata questa deformazione; no, non possiamo indicare quanto ingente essa sia, né come sia stata accertata». Giuseppe Basile, che per il più prestigioso organismo del genere, l'Istituto centrale del Restauro fondato da Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan, ha restituito la bellezza di opere come i dipinti di Giotto ad Assisi o alla cappella degli Scrovegni di Padova, solo per citare due recenti interventi, spiega: «Intanto, presumo che questa deformazione non sia stata valutata ad occhio nudo, poiché parliamo di variazioni davvero minime, che l'occhio umano nemmeno percepirebbe; poi, bisogna anche sottolineare che una certa deformazione è sicuramente fisiologica: il legno, infatti, è materia viva, "respira" e si muove sempre; infine, è certo che se questa deformazione dovesse essere ingente, ma io lo escludo, potrebbe portare a danni davvero assai gravi: fino alla spaccatura della tavola stessa, se non perfino a sollevamenti della pellicola pittorica». Tuttavia, «ogni allarme», continua Basile, «mi sembra assai prematuro: non credo davvero che siamo a questo punto. E' invece indispensabile proteggere la Gioconda dalle, anche ampie, variazioni climatiche che può subire; e per questo è assolutamente opportuna la nuova vetrina la cui costruzione è in corso». Il Louvre, comunque, si premura di precisare che gli interventi non influiranno sulla visibilità del dipinto. Perché i turisti, si sa, vanno rassicurati; e nel 2002, al Louvre sono stati cinque milioni e 707 mila (700 mila più dell'anno precedente), logicamente garantendo una buona fetta al budget del museo, che è pari a 90 milioni di euro, e serve a garantire il 42 per cento dei costi della Pyramide dintorni.
Il sorriso malato della Gioconda
Il dipinto di Leonardo, la Gioconda, è stato sottoposto a un "check-up" per valutare il suo stato di salute. La tavola di pioppo che sostiene il dipinto ha subìto una deformazione superiore a quella già individuata in precedenza. Il Louvre ha deciso di avviare un'indagine diagnostica per conoscere meglio i materiali costitutivi dell'opera e valutare il livello attuale di fragilità del dipinto. La società Laboratorio museotecnico di Sandro Goppion è stata incaricata di realizzare una teca climatizzata e di assoluta sicurezza per esporre il dipinto. La teca sarà realizzata con vetro a bassissimo contenuto di ferro e peserà una tonnellata.
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