«Ne ha fatte delle "grosse"». Il riferimento del pittore Giuliano Della Casa (che in questi giorni è nei musei di Lisbona per rifarsi gli occhi con le belle opere) è alla tedesca Katharina Grosse che Angela Vettese, dimissionaria ieri l'altro, da direttrice della Galleria Civica, ha scelto, lo scorso anno, per farle sgocciolare il pennello sulle pareti della Palazzina dei Giardini, ora in di restauro. «Non so che faccia abbia. E' assurdo - continua Della Casa - che non si sia fatta mai vedere in qualche studio di artisti della città. Con le sue dimissioni Modena non perde nulla. Voglio sperare che il nuovo direttore sappia confrontarsi con chi opera nel territorio». Riconosce Enrico Manelli , già docente di scenografia all'Accademia di Bologna e direttore dell'Accademia di Ravenna, che la Vettese abbia presentato «eventi singoli con personaggi che hanno forse una storia, ma la città non è preparata, non è convinta di seguire un'attività espositiva lontana dalle sue aspettative. Operazioni occasionali (come le installazioni di Mark Dion sulla caccia) che non hanno senso di continuità. E le spese sono assurde: 800mila euro per 7 mostre. In altre città con meno della metà di spesa si fanno mostre di grande rilievo». L'artista rimprovera all'ex-direttrice il disinteresse per gli artisti modenesi. «Avrebbe fatto bene a dare prima le dimissioni. Alla fine la Vettese ci fa rimpiangere Walter Guadagnini che l'ha preceduta. Spero che il prossimo responsabile della Civica sappia guardare indietro e avanti per riuscire a dare un impulso all'istituzione, come aveva fatto Farina con il Palazzo dei Diamanti a Ferrara». Un direttore adatto a Modena? «Potrebbe essere Adriano Baccilieri». Crede Davide Benati che l'esperienza modenese sia stata per la Vettese «un intermezzo in attesa di incarichi altrove. E' mancata la dimensione della continuità, pur nella differenza. Un'attività quasi estranea, perché è venuto meno quel filo che la legasse a fenomeni storicizzati che, a partire dagli anni Sessanta, devono essere presi in considerazione. Ho la sensazione che la sua direzione a Modena potesse essere svolta in altri luoghi, per mostre anche importanti, ma un po' "algide"». L'artista sostiene di non essere un difensore della territorialità. «Ma si ha bisogno di sentire un sapore, un affetto più vicino al mondo dell'arte. Non basta un cosmopolitismo di facciata, a tutti i costi, con un allontanamento dalle radici. Sento un'assenza totale di coraggio per fenomeni, forse minori, che necessitano di attenzione». Non ci sono dubbi per il critico e responsabile della Galleria "42": «La Vettese non ha lasciato un segno. Ha lavorato su un circuito individuale che si è esaurito. Con lei è caduto ogni contatto con le gallerie cittadine. Il suo percorso espositivo può essere condiviso o no, ma non è stato mai legato al territorio, con altre istituzioni economiche. Una cultura locale alla quale relazionarsi, come in altri campi, quello dell'economia. Si è speso molto per l'attività e mi chiedo a cosa serve fare cataloghi costosissimi». Per il fotografo Gianni Volpi «mai una mostra che sia riuscita a portare un numero elevato di visitatori. Ho visto qualche esposizione... Alla gente, forse, piacerebbe vedere qualcosa di più accessibile e godibile». A giudicare «senza infamia e senza lode» il triennio della Vettese è il critico Mario Bertoni . «Una direzione generica che non ha brillato per proposte singolari, per scelte qualificanti la Galleria Civica. Una direzione dovrebbe caratterizzarsi per la scelta dei filoni di ricerca, di linee guida. E ciò non è stato fatto dagli ultimi 3 direttori (Gualdoni, Guadagnini e Vettese), per scelte casuali e non dettate da un rigore scientifico, pescando un po' qua e un po' là. Bisognerebbe che il nuovo direttore conoscesse la storia dell'istituto e tenesse conto del contesto modenese. Ciò non significa provincialismo: si può fare attività internazionale con una predominanza di cultura modenese rispetto alle altre». Ironico l'operatore culturale Roberto Armenia : «ferale notizia per le dimissioni della superdirettrice che, nella diversa attività scientifica a livello mondiale, ha riservato momenti a Modena, portando artisti fondamentali a costi elevati e concorrendo ad arricchire culturalmente ed economicamente la città con mostre che hanno registrato il tutto esaurito. Poiché non c'è mai fine al peggio, mi auguro che il nuovo direttore voglia programmare e organizzare mostre che possano interessare i modenesi e portare turisti, visitatori-viaggiatori».
MODENA - Il mondo dell'arte critico non la rimpiangeremo
La Galleria Civica di Modena ha avuto una direzione controversa con Angela Vettese, che è stata dimessa. Il pittore Giuliano Della Casa e l'artista Gianni Volpi hanno criticato la sua gestione, affermando che non ha fatto abbastanza per promuovere gli artisti locali e che le spese per le mostre sono state eccessive. Il critico Mario Bertoni ha anche criticato la direzione generale della galleria, affermando che non ha avuto una visione chiara e non ha fatto scelte qualificanti. Alcuni hanno suggerito che il nuovo direttore dovrebbe avere una conoscenza della storia dell'istituto e del contesto modenese, e che dovrebbe promuovere mostre che siano interessanti per i modenesi e per i turisti.
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