FOSSA. I restauratori della Archeo Res vanno e vengono con i loro caschetti protettivi gialli, dentro e fuori la splendida chiesa di Santa Maria in Cryptas, appena fuori Fossa. L'area è transennata, la struttura imbragata. Un'enorme gru ha appena messo a terra l'antico campanile, che rischiava di crollare da un momento all'altro sulla volta a crociera. Dentro la chiesa, c'è tutto l'occorrente per l'emergenza: impalcature e fari, secchi e scope, contenitori e Pc. L'occhio, qui, non sa dove posarsi, stupefatto com'è dalla vista degli affreschi che coprono ogni centimetro quadrato di superficie, fin su al soffitto in legno. Roba da togliere il fiato. «Santa Maria ad Cryptas, capolavoro assoluto della pittura medioevale», recitano le guide turistiche e il sito «Abruzzo cultura» che, appena pochi giorni fa, lanciava l'allarme sul rischio crollo della chiesa, sostenendo che nessuno - sino al 15 aprile - si era visto da queste parti. Tranne Vittorio Sgarbi, che però di mestiere non fa il restauratore. L'altro giorno, la chiesa d'origine cistercense - con un Giudizio universale che fa pensare al sisma - è stata inserita nella hitparade dei beni culturali da salvare con priorità assoluta. Sono 44, dalla cattedrale dell'Aquila alla Fortezza spagnola. Ma l'elenco crescerà. «Questa - spiega il sovrintendente ai Beni culturali d'Abruzzo Maurizio Galletti - è una primissima lista, ma non è affatto finita qui. A parte la zona perimetrata rossa, e quindi l'area più colpita dove stiamo già operando di concerto con la protezione civile, abbiamo ricevuto segnalazioni di danni da sisma anche dalle altre province: non solo il Teramano, ma anche a Chieti e Pescara. Un caso su tutti, quello della chiesa di San Clemente di Casauria, dove stiamo già intervenendo. Ma anche a Loreto Aprutino, nel seminario arcivescovile di Chieti...» Preservare le chiese danneggiate, specie quelle a volte e cupole, non è compito facile. Il primo passo è la messa in sicurezza della struttura in sé, attraverso tre metodiche: le fasciature, le cerchiature e le puntellature. L'obiettivo successivo, spiegano ad Archeo Res prendendo a spunto proprio Santa Maria in Cryptas dove stanno operando da quasi una settimana, è lo smontaggio delle parti pericolanti: «Qui il campanile stava crollando, così lo abbiamo impacchettato in una struttura metallica, alzato con una gru e posizionato a terra». E i preziosissimi affreschi del Duecento? Laddove sono rimasti danneggiati, i restauratori hanno recuperato i vari frammenti e hanno iniziato a catalogarli, smistandoli in più contenitori: quando sarà possibile farlo, verranno ricomposti, proprio come accadde per la basilica di San Francesco d'Assisi. Laddove le pareti affrescate hanno retto ma sono a rischio, i tecnici le ricoprono con una speciale carta giapponese detta Paraloid, una sorta di «consolidante» per pitture murali. «La nostra è una corsa contro il tempo - prosegue il sovrintendente - la messa in sicurezza è l'obiettivo primario. Si tratta di lavori pubblici altamente specializzati, dove l'obiettivo è coniugare rapidità ed esperienza». E gli appalti? «Dobbiamo da un lato salvaguardare la tracciabilità e la trasparenza delle procedure, dall'altra semplificare e muoverci in fretta. Ma non sarà fatto un lavoro superficiale». Tutte le opere messe in salvo dove finiranno? «Assieme alla curia dell'Aquila, abbiamo individuato proprio in queste ore un grosso deposito tra il casello dell'Aquila ovest e Coppito, dove verranno custoditi tutti i materiali prelevati dai sitti danneggiati. Un lavoro fatto da esperti nella conservazione, ovviamente. Nostro obiettivo è cercare di risolvere i problemi in loco, senza essere costretti a trasferire le opere fuori regione». Nel deposito finirà probabilmente anche una «miracolata», la scultura di Madonna con bambino recuperata proprio ieri dal «Gruppo di Verificatori della funzione Salvaguardia Beni Culturali» - sembra roba da Istituto Luce - e staccatasi dalla facciata della Chiesa di San Marco dell'Aquila. Incastonata alla sommità della facciata proprio sopra la finestra centrale, dopo la scossa era caduta sul sagrato della chiesa senza riportare il minimo danno. Il recupero non è stato una cosa da poco: la struttura (che si trova vicino al Palazzo della prefettura) é praticamente collassata, il tetto e parte della facciata sono crollati. La Madonna - che risale agli inizi del Quattrocento - è stata portata al sicuro nel deposito della opere d'arte della Curia Arcivescovile a Bazzano. Uno dei magazzini temporanei, creati al volo nella prima fase dell'emergenza. Chiese, ma non solo: palazzi, conventi, monasteri, musei, fortezze... Con tipologie di restauro e conservazione molto diverse tra loro. «E' vero - spiega sempre il sovrintendente Galletti - che le chiese sono sempre molto delicate, specie se hanno vaste superifici affrescate. Ma anche i palazzi e le strutture orizzontali in genere... Lì c'è la cosiddetta interazione dinamica: se un solaio crolla sull'altro sono guai seri». Un paradiso per i ladri d'arte, l'Abruzzo del post-terremoto? O il rischio non c'è? «No, non direi. La messa in sicurezza dell'Aquila e delle altre frazioni più colpite è stata fatta bene e con rapidità, dalla protezione civile e le forze dell'ordine. Hanno reso la vita difficile agli sciacalli». Ma in quanti siete a lavorare in questo settore, attualmente? «Guardi, a parte i funzionari delle sovrintendenze, possiamo calcolare una quindicina di architetti e 10 storici dell'arte nella sola zona perimetrata rossa, i volontari delle associazioni ambientaliste (sei squadre con 4 persone), la task-force di tecnici del ministero composta di 160 persone a rotazione bisettimanale (scelta intelligente, perché garantisce personale motivato), più tutti i dirigenti centrali. E poi, le squadre speleo alveo fluviali dei vigili del fuoco, che hanno recuperato molte opere». E le ditte esterne? «Diverse, quelle giò al lavoro. Alcune le abbiamo contattate noi, altre si sono fatte vive da sole. In genere, le conosciamo: lavorano con noi da anni. Passata l'emergenza, certo, i lavori andranno comunque alle ditte e società di provata esperienza nel settore, con una capacità tecnico-operativa adeguata all'impegno che verràò richiesto». Dentro Santa Maria in Cryptas, una foto sul Pc di un tecnico mostra la chiesa prima. Se tutto andrà bene, il dopo si noterà appena.