"In Italia ci sono sempre meno spiagge liberamente fruibili, sempre piu' tratti di coste vengono privatizzati attraverso concessioni demaniali per la balneazione, realizzazioni di complessi e villaggi privati, costruzione di opere abusive". E' questo il dato che emerge dal dossier 'Sos mare in gabbia' presentato oggi dalla Federazione dei Verdi, che hanno esaminato circa 6.700 chilometri di costa della penisola italiana ed in particolare circa 3.500 chilometri di costa sabbiosa. Tra gli esempi piu' eclatanti dell'aggressione di cemento alle coste, i Verdi citano la riserva marina di Capo Rizzuto in Calabria, con ben 57 costruzioni abusive (10 nel comune di Crotone e 47 in quello di Capo Rizzuto), per 48.600 metri cubi, l'oasi del Simeto in provincia di Catania, con 550 case abusive su 250mila metri cubi; gli scheletri edilizi di Alimuri, ecomostro appartenente al comune di Vivo Equense; i 53 edifici del complesso residenziale Baia Punta Licosa (Sa), costruiti ma non ancora ultimati, all' interno di un' area caratterizzata dalla presenza di alberi di particolare pregio (pino d' Aleppo). Ed ancora, il Villaggio Coppola Pinetamare, in provincia di Caserta, in cui sono state costruite otto torri di 12 piani, uguali, palesemente in violazione della legge. In Puglia, in provincia di Bari, a Punta Perotti, sul lungomare c'e' un complesso residenziale costituito da due edifici di 11 e 13 piani. "La struttura - sottolineano i Verdi - e' stata edificata ad una distanza inferiore a 300 metri dal mare e posizionato in modo da nascondere totalmente la vista del lungomare a sud di Bari". In Toscana, a Giannutri, nell'insenatura dello Spalmatoio, all'interno del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, c'e' un complesso edilizio destinato a mini-appartamenti grande complessivamente 11.000 metri cubi, realizzato in una zona ad elevato pregio paesaggistico all' interno del Parco nazionale dell' Arcipelago Toscano. Nel Lazio, a Fondi, sull'isola dei Ciurli, in un'area agricola di grande valore paesistico, ci sono 21 'scheletri' in cemento armato. Particolare, poi, la situazione di Ostia , che presenta 19 ordinanze di demolizione emesse dal 1994 al 1999 per opere edilizie eseguite in assenza o in difformita' della concessione edilizia. "Le sentenze - speiga il dossier - non osno state ancora eseguite in attesa della sentenza di merito del Tar Lazio". "In Italia - informa il dossier - vi sono 3.535 Km di spiagge, su un totale di Km 6.694 di coste (escluse le isole minori)". "Calcolando che mediamente ogni stabilimento occupa almeno 150 metri di fronte mare - continua - abbiamo uno sviluppo lineare di almeno 915 km di occupazione delle spiagge, pari al 26 delle coste. Ma agli stabilimenti dobbiamo aggiungere le infrastrutture (autostrade, ferrovie), i campeggi ed i villaggi turistici, le opere abusive residenziali, e soprattutto gli agglomerati urbani costieri realizzati a ridosso dell'arenile: come nel caso di Torvajanica, dove circa 7 km di costa spiaggia sono completamente nascosti da file ininterrotte di palazzi, stabilimenti e ville". "Uno stabilimento che occupa 5.000 metri quadrati di demanio -dicono i Verdi- paga 399 euro al mese, meno dell'affitto di una casa di un impiegato o di un operaio. Ma c'e' di peggio: per 600 metri quadrati all'isola d'Elba si pagano 62 euro al mese. Ma questi stabilimenti fatturano milioni di euro a stagione". "Lo Stato incassa poco piu' di 2 milioni di euro l'anno dai 6.500 stabilimenti balneari - continua il dossier - ma applica il canone piu' basso, quello a bassa valenza turistica. In questo modo sono stati sottratti, negli ultimi 4 anni, allo Stato ben 2.000 milioni di euro circa 4.000 miliardi di vecchie lire". "Se la legge fosse applicata correttamente - continuano - l'introito dello Stato italiano per l'affitto delle sue coste e spiagge incasserebbe circa 1.000 milioni di euro, circa 2.000 miliardi di vecchie lire a fronte dei 400 miliardi di lire che oggi incassa"