Stand affollatissimi, strade del centro storico piene all'inverosimile, straordinaria atmosfera di profumi, musica e colori, negozi aperti, tanti turisti. S'è presentata così ieri la seconda giornata del Crocifisso ritrovato: un'iniziativa che tutti si affannano a definire «in crescita» e "in fase di sperimentazione" ma che pure già macina numeri e cifre di grande rilievo. Il clima estivo e la voglia di mare (affollate la Baia e le spiagge della Costiera e del Cilento) non ha penalizzato la fiera salernitana. Con l'organizzazione abbiamo tentato di stimare il valore di una manifestazione nata con due obiettivi fondamentali: creare un evento significativo per la promozione e la valorizzazione del centro storico e, nel contempo, riportare nella sua sede naturale l'antica fiera medioevale, quando Salerno era al centro dei commerci di Oriente ed Occidente. Lo scorso anno, in quattro giorni, i visitatori sono stati 200mila. Quest'anno la durata è di un giorno in meno ma, assicurano gli organizzatori, nel pomeriggio di ieri si era già a quota 100mila. Facile immaginare, insomma che nella peggiore delle ipotesi anche questa seconda edizione del Crocifisso si assesterà sullo stesso numero di visitatori. Il ritorno economico si sostanzia in varie tipologie di spesa in cui si imbattono turisti e visitatori: dal parcheggio all'autobus, dal ticket per fiere, mostre, musei agli acquisti negli stand di prodotti tipici passando (limitatamente ai turisti) per soggiorno alberghiero, spese di ristorazione, etc. Secondo Peppe Natella, organizzatore della kermesse, ogni visitatore spende mediamente al Crocifisso non meno di 30-40 euro: vale a dire che la fiera vale già tra i 6 e gli 8 milioni di euro. Senza tener conto degli incassi dei negozi, eccezionalmente aperti ieri (e forse anche oggi) proprio per l'evento. Ieri, per le vie del centro storico - tranne qualche voce stonata - insolitamente soddisfatti anche i commercianti per un via vai di gente che, da queste parti, non è usuale vedere. Così anche chi, come Giovanni Gagliardi di D'Ursi, uno dei negozi storici salernitani, aveva pensato di rimanersene a casa, ha mutato programmi vedendo l'enorme afflusso di visitatori. Problemi, disagi e lamentele soprattutto nelle strade secondarie, sfiorate o del tutto ignorate dal passeggio: la titolare della merceria Rispoli ha segnalato i gravi disagi per il cantiere nella parte alta di via Botteghelle, fermo da tre mesi dopo lo stop della soprintendenza. La strada, a causa delle passerelle improvvisate con tavole di legno, è praticamente evitata da tutti. Qualche altro esercente ha lamentato un intenso passeggio ma una scarsa affluenza nei negozi. Chi invece gongola è il titolare dello stand florovivaistico di piazza Portanova, costretto già nella mattinata di ieri ad un rifornimento straordinario, avendo esaurito in poche ore tutta la merce esposta. Successo straordinario anche per l'Apecalessino della Metellia Servizi di Cava de' Tirreni che offre il tour Duomo-Giardino della Minerva, preso letteralmente d'assalto. Ottime affluenze anche alle mostre e allo stand che - novità assoluta - ha proposto le prime bottiglie di vino del centro storico di Salerno: il Primitivo di Villa Avenia, prodotto con i vitigni del Giardino della Minerva. «I visitatori - commenta l'assessore comunale al Turismo Enzo Maraio - provengono per ora solo dalla Campania, soprattutto dall'hinterland napoletano. Ma vogliamo dare all'iniziativa una rilevanza internazionale calendarizzando l'evento, e definendolo nei dettagli, già a gennaio o febbraio per promuoverlo poi alla Bit di Milano». «Già il prossimo anno - aggiunge l'assessore all'Annona Aniello Fiore - cureremo ancora di più i dettagli e soprattutto cercheremmo di abbracciare tutte le strade del centro storico». Uniche note stonate gli orari: il Duomo ha aperto i battenti solo alle 16, mentre la Minerva per difficoltà logistiche (illuminazione e personale) ha chiuso alle 18.