Un'inaugurazione in grande stile, che ripaga il lavoro compiuto da tre amministrazioni comunali in poco più di 30 anni, e che ieri ha restituito alla città di Alife due testimonianze importanti dei fasti legati all'età romana. Taglio del nastro nella spettacolare arena dell'anfiteatro romano, alla presenza del sindaco, Roberto Vitelli, dell'assessore al patrimonio storico archeologico, Alessandro Parisi, con il sovrintendente Mario Pagano e l'ispettore Enrico Stanco entusiasti della decisiva operazione di recupero archeologico realizzata ad Alife. Assieme all'anfiteatro, è stata inaugurata ieri anche un'altra importante opera archeologica, anch'essa interamente recuperata con i fondi del piano integrato Trebulani-Matese: il bellissimo criptoportico rimasto sepolto per duemila anni sotto l'impianto urbanistico della città moderna, è tornato alla luce ed è adesso pienamente fruibile e da parte dei visitatori. Una data storica per Alife, dove ieri si è celebrata una giornata assai significativa sul piano storico-archeologico. Gremita la piazza antistante il municipio, dove la folla si è raccolta prima di spostarsi presso l'anfiteatro e successivamente presso il criptoportico, per il taglio del nastro inaugurale. Un modello di buona prassi e di sinergia istituzionale fra enti, istituzioni e mondo accademico. Presenti alla cerimonia i docenti e i ricercatori dell'Istituto Suor Orsola Benincasa, che hanno curato i lavori di scavo e di recupero, realizzati dalla Cogeme srl. Per Alife, si aprono nuove prospettive, anche dal punto di vista turistico.