Sono alla chiesa dei santi Simone e Giuda e risalgono al Seicento Alla chiesa dei santi Simone e Giuda e nel convento dei Carmelitani di Corniola è stato presentato un importante restauro, quello delle Lunette del chiostro del convento raffiguranti le storie di Sant'Elia protettore dei Carmelitani, datate tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII. Il restauro, a cui hanno collaborato congiuntamente il Comune di Empoli, la parrocchia dei santi Simone e Giuda, la Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Firenze, Pistoia e Prato, l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e il consiglio parrocchiale è stato presentato alle autorità cittadine dai restauratori e storici dell'arte della Soprintendenza. Sono intervenuti il sindaco di Empoli Luciana Cappelli, il presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze Michele Gremigni, la Soprintendente per i beni culturali Paola Grifoni oltre al proposto di Empoli Don Guido Engels, a don Alessandro Tucci già parroco della chiesa dei santi Simone e Giuda ed all'attuale parroco della chiesa dei santi Simone e Giuda don Welars Kalimaze. Per giungere alla chiesa dei santi Simone e Giuda e convento dei Carmelitani, dall'abitato di Empoli, inoltrandoci lungo la via Salaiola, dopo aver incontrato la chiesa e il convento dei Cappuccini e il vicino e omonimo cimitero monumentale, proseguendo per poco più di un chilometro, salendo, infine, di pochi metri di livello, si giunge al complesso religioso costituito dalla chiesa dei Santi Simone e Giuda e dal convento dei Carmelitani a Corniola. Quasi non ci si aspetta questo piccolo ed elegante nucleo, che si mostra sobrio e quasi timido, in un contesto armonioso e silenzioso, come la più bella Toscana ci consegna. Accanto alla chiesa dei santi Simone e Giuda, di fondazione romanica, vi è il secentesco convento, che si sviluppa intorno a un chiostro i cui quattro lati sono tutti articolati in sei arcate poste su colonne e capitelli tuscanici. Le lunette del chiostro il cui restauro è stato adesso presentato, collocate sotto le volte a crociera, sono decorate da affreschi che raccontano le storie di Sant'Elia; affreschi dei quali non si è ancora in grado di definire con certezza la paternità, e che si mostrano ricchi di vivaci spunti narrativi probabilmente opera di due differenti mani. Il convento da alcuni anni gode della fattiva attenzione di persone e istituzioni (in particolare l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, cui si deve il merito del restauro delle lunette), che hanno avuto adesso la soddisfazione di presentare il chiostro restaurato in ogni parte. «Momenti come questo debbono consolidare in noi l'orgoglio di appartenere a una terra ricca di bellezza - si legge in una nota dell'amministrazione comunale - con l'imperativo di perseverare nella cultura della tutela del suo patrimonio, che ci è stato affidato per essere consegnato al futuro».